Olimpiadi di Tokyo, la Ginnastica Triestina scende in piazza per “salvare” il tricolore

21.01.2021 – 14:00 – L’Italia rischia di gareggiare senza tricolore, divise, inno e medaglie alle prossime Olimpiadi di Tokyo 2020 (rimandate al 2021 a causa della pandemia, ndr) e di perdere i contributi, o parte di essi (925 milioni di dollari, ndr), destinati alla realizzazione della 25a edizione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. Il motivo? Una grave violazione della Carta Olimpica (documento ufficiale, approvato dal Comitato Olimpico Internazionale, che contiene l’insieme delle regole e delle linee guida per l’organizzazione dei Giochi Olimpici, ndr) da parte del nostro Paese (violazione all’art. 27: “i Comitati Olimpici Nazionali devono preservare la propria autonomia e resistere a pressioni di qualsiasi tipo, incluse quelle politiche, giuridiche, religiose o economiche”).

Con la nascita dell’ente pubblico “Sport e Salute” (già CONI Servizi S.p.A. fino al 2018, ndr) istituito con la legge di bilancio per il 2019 (Legge 30 Dicembre 2018, n.145, ndr) quest’ultimo ha ricevuto in affido da parte dello Stato la gestione di gran parte dei fondi stanziati dal Governo per il mondo dello sport italiano nonché per la realizzazione di manifestazioni sportive e per la preparazione olimpica degli atleti azzurri.

Detto ciò, la presenza di un Governo all’interno di un Comitato Olimpico Nazionale ha fatto storcere il naso al C.I.O (Comitato Olimpico Internazionale, ndr), portandolo a dichiarare che questo aspetto contrasta fortemente con i principi ed i fondamenti della Carta Olimpica e, per tanto, se entro la fine di Gennaio 2021 non verranno effettuate modifiche, sarà costretto a prendere provvedimenti drastici nei confronti del CONI e degli atleti italiani.

(Ne abbiamo parlato QUI in maniera approfondita)

L’iniziativa della Società Ginnastica Triestina:

“Bandiera ed inno identificano un popolo, ma anche motivo di orgoglio per un atleta, il quale, dopo molte privazioni e sacrifici, conseguiti durante un periodo di duro allenamento, sale sul gradino più alto del podio, al termine di una competizione in cui ha dato anima e corpo per superare ogni limite e vincere tutti gli avversari” – ha dichiarato Massimo Varrecchia, Presidente del sodalizio biancoceleste.

“Tuttavia,  – ha continuato – alle prossime Olimpiadi di Tokyo, per i nostri atleti azzurri tutto ciò potrebbe venire meno in quanto l’Italia, il nostro Paese, è stato nuovamente messo sotto inchiesta dal Comitato Olimpico Internazionale il quale si è dichiarato pronto ad aprire, nei confronti del CONI, un contenzioso per una grave infrazione ai principi della carta olimpica”.

“Si tratta di una persistente diatriba quella tra il nostro Governo e il CIO, presieduto dall’ex schermitore tedesco Thomas Bach, il quale, se entro il 26 Gennaio 2021 non vedrà il ritorno di un Comitato Olimpico Nazionale Italiano indipendente dallo Stato, sarà costretto a vietare agli atleti italiani (in base all’articolo 59 comma 1.4 della legge olimpica, ndr) di gareggiare con i colori azzurri e la sigla ITA sulla tuta, attribuendo loro la dicitura IOA (Atleti Olimpici Indipendenti, ndr) con la conseguente impossibilità di sentir suonato l’inno nazionale sul podio e di poter aggiungere le medaglie conseguite all’interno del medagliere italiano”.

“Per questo motivo, la Società Ginnastica Triestina ha deciso di invitare tutti gli atleti delle associazioni sportive della nostra Città ad incontrarsi, Sabato 23 Gennaio 2021, alle ore 15:30, (nel rispetto dei distanziamenti previsti per la prevenzione e contenimento del Coronavirus, ndr), in Piazza Unità d’Italia con le proprie divise societarie ed un vessillo tricolore sulle spalle, per ricordare al nostro Governo che è ancora in tempo per salvare l’orgoglio di noi italiani alle prossime olimpiadi” – ha concluso il Presidente di SGT.