“Balcani Occidentali” Limes Trieste torna “a casa” per l’ultimo incontro

21.01.2021 – 16.45 – Last but not least: Limes Club, in collaborazione con il Centro Culturale Veritas, conclude il suo ciclo di lezioni di geopolitica, intitolate “Una strategia per Trieste“, con un incontro sui “Balcani Occidentali“.
Il corso, dapprima tenutosi negli ambienti del neogotico Ospedale Militare di Via Fabio Severo e successivamente trasferitosi dapprima “a distanza” e poi interamente online, man mano che la pandemia Covid-19 spopolava gli eventi pubblici, ha toccato tutte le principali zone “calde” del globo, trasversalmente alle potenze mondiali e alle aree di crisi. Includendo, nel processo, un approfondimento incentrato su Trieste, ad opera della redazione di Sconfinare.net.
Il cerchio simbolicamente si chiude con quest’ultima conferenza, perchè proprio l’organizzatore del corso, Simone Benazzo, sarà il relatore sulla tematica dei Balcani Occidentali, del quale si occupa a livello giornalistico da diversi anni.
Il decimo appuntamento del corso verrà trasmesso domani, venerdì 22 gennaio 2021, soltanto onlinedalle ore 18.30, in diretta streaming sulla pagina del Limes Club Trieste. Si segnala che non è necessario essere iscritti a Facebook per seguire l’evento, basta accedere alla pagina. Il video sarà disponibile anche successivamente.

“Una serata di analisi geopolitica – annuncia il preambolo della conferenza – di un’area fondamentale per l’Italia e l’Europa, ma secondaria sullo scacchiere globale. Una serata per smontare alcuni luoghi comuni e acquisire strumenti di analisi utili a superare il trito stereotipo dei Balcani come “polveriera d’Europa”.
Complessivamente, tutti i sei Stati balcanici candidati a entrare in Unione europea hanno una popolazione inferiore alla metà di quella polacca e producono un pil comparabile a quello della Sicilia. Dimensioni non straordinarie.
Eppure, dopo alcuni anni di oblio, la regione sembra tornata alla ribalta: gli esperti parlano di “ritorno della geopolitica”. In misura diversa, tutti gli attori internazionali sono oggi presenti nella regione ex-jugoslava: Usa, Cina, Ue, Russia e Turchia.
La rilevanza di questo quadrante non deriva dalla demografia o dall’economia, ma dalla sua connotazione come ventre molle del continente europeo, una fragilità che rende la regione balcanica un termometro ad alta precisione per misurare le tensioni globali: gli attriti tra Washington e Mosca, la competizione Usa-Cina, le mire egemoniche di Ankara. Fino a pochi anni fa erano molto flebili le voci che contestavano l’avanzata dell’Occidente, incarnato nella coppia Nato-Ue, nell’Europa sudorientale. Oggi il clima è mutato.
Una situazione in fieri che merita di essere osservata con attenzione costante, specie per le possibili ricadute sul nostro paese, geograficamente ed economicamente prossimo all’area balcanica. Nel vuoto pneumatico in cui sembra essere imprigionata l’Italia, incapace di confezionare (e perseguire) una strategia coerente verso questa regione così centrale per il Belpaese, si avverte la necessità di stimoli efficaci”.

Simone Benazzo: diplomato al Collegio d’Europa di Varsavia. Scrive di Balcani occidentali ed Europa centrale per riviste come Limes, Eastwest, Aspenia.

[z.s.]