Vaccini anti Covid, “catena del freddo” non è un problema per i porti

03.12.2020 – 13.26 – I due vaccini anti Covid-19 che sembrano maggiormente promettenti, ovvero lo Pfizer/BioNtech e Moderna, sono entrambi a base di mRNA e come tali, per funzionare, hanno bisogno di temperature molto basse per essere conservati e trasportati in sicurezza: rispettivamente -70 °C il primo e -20 °C il secondo.
Come predisporre un’adeguata “catena del freddo” in tutta la penisola? Una sfida certo difficile, ma non insormontabile. Il mondo della portualità, dal suo canto, ha garantito che dispone già di adeguati sistemi di refrigerazione.
“La catena del freddo nei nostri porti è quasi dappertutto organizzata e potrà sicuramente sostenere le necessità che verranno rappresentate”. Lo ha detto Stefano Corsini, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, in rappresentanza di Assoporti in audizione alla commissione Trasporti della Camera sul trasporto dei vaccini anti Coronavirus.

“I porti hanno molte disponibilità nell’ambito della catena del freddo. Abbiamo fatto una ricognizione press le Autorità di sistema portuale e le disponibilitàci sonoin quasi tutta la totalità dei porti italiani. Tutti hanno o la possibilità di stoccaggio di containter reefer o catene logistiche più o meno sviluppate“, ha spiegato Corsini, indicando la necessità di un piano “che tenga conto di tutte le capacità e cui noi siamo disponibili a partecipare per contribuire al sistema nazionale che deve vedere tutti i componenti delle istituzioni partecipare in maniera più motivata possibile”.
“Come abbiamo tenuto aperto durante le fasi più difficili del Covid, mantenendo il sistema di distribuzione logistica in funzione, così credo che possiamo essere d’ aiuto in questa fase per quello che sarà necessario”, ha soggiunto.

[i.v.]