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venerdì, 12 Agosto 2022

USA: hackerato il sistema federale, sospettato principale la Russia

15.12.2020 – 12.42 – Alcuni giorni fa, diverse agenzie federali statunitensi, sono state prese di mira da pirati informatici che, secondo le prime ipotesi, sarebbero legati al governo russo. Ad essere colpiti sono stati anche il Dipartimento del Tesoro e quello del Commercio, i cui sistemi di posta elettronica sono stati violati ottenendo libero accesso alle email. Come riportato dal New York Times le dinamiche riguardanti l’attacco hacker, sono divenute più chiare lunedì, quando alcuni funzionari dell’amministrazione Trump hanno riconosciuto che altre agenzie federali – il Dipartimento di Stato, il Dipartimento di Sicurezza Nazionale e parti del Pentagono – erano state compromessi. Gli investigatori stavano indagando per determinare fino a che punto i militari, i servizi segreti e i laboratori nucleari fossero stati colpiti dall’attacco fin troppo sofisticato.

L’attacco informatico non è stato accertato fino a quando una società privata di sicurezza informatica, FireEye, ha avvisato l’intelligence americana che alcuni hacker avevano aggirato strati di difese: è evidente che i Dipartimenti del Tesoro e del Commercio, le prime agenzie ad essere state violate, erano solo parte di un’operazione molto più ampia la cui raffinatezza ha impressionato anche gli esperti che hanno seguito per un quarto di secolo gli attacchi russi al Pentagono e alle agenzie civili americane.

Secondo SolarWinds, la società il cui software è stato compromesso, sono circa 18.000 gli utenti privati e governativi ad aver scaricato l’aggiornamento del programma – una specie di Trojan horse – che ha dato agli hacker una porta d’ingresso ai sistemi delle vittime; tra coloro che utilizzano il software Solarwinds ci sono il Dipartimento di Stato, il Dipartimento di Giustizia, parti del Pentagono e un certo numero di società di servizi. Dallo scorso lunedì, gli investigatori, stanno cercando di capire l’entità del danno in quella che potrebbe essere una perdita significativa dei dati.

A quanto pare, la National Security Agency (N.S.A) – l’organizzazione di intelligence che difende le agenzie di sicurezza nazionale dagli attacchi – non era a conoscenza della violazione del software di monitoraggio della rete realizzata da SolarWinds fino a quando, la scorsa settimana, FireEye l’ha reso noto. La N.S.A stessa utilizza il software SolarWinds.

L’attacco sarebbe iniziato diverso tempo fa e tra i responsabili ci sarebbe un gruppo di hacker, specializzato in attività di spionaggio, chiamato Cozy Bear. Gli stessi che nei mesi scorsi avrebbero provato a rubare informazioni sullo sviluppo del vaccino contro il Coronavirus. E gli stessi che, nel 2015, erano riusciti a “bucare” alcuni sistemi di posta elettronica della Casa Bianca e del Dipartimento di Stato. Non a caso, questo cyberattacco viene definito il più grave e sofisticato ai danni degli Stati Uniti negli ultimi cinque anni.

Il governo russo ha comunque negato di avere collegamenti con quanto accaduto. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, nega le accuse. “Se gli americani non hanno fatto nulla in proposito per mesi, probabilmente non dovrebbero affrettarsi ad accusare in modo infondato i russi di tutto” ha sottolineato Peskov, menzionando il fatto che la falla al sistema informatico era nota.

a.b

 

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