Traduttore freelance: ecco come e quando richiedere il regime forfettario

19.12.2020 – 10.24 – Lavorare come traduttore è una delle professioni che è possibile svolgere sia da casa che in ufficio od ovunque si renda necessario. Ovviamente, occorre conoscere la lingua (o le lingue) in maniera ottimale ma, soprattutto, mettersi in regola per ricevere i pagamenti secondo la legge. Come anche la figura del copywriter o del ghostwriter, il traduttore è un freelance, ovvero un libero professionista che emette fattura perché ha una Partita Iva aperta.
Nel momento in cui si apre la Partita Iva, però, occorre scegliere la tipologia di regime fiscale cui è più indicato appartenere; attualmente ne esistono tre: quello ordinario, quello semplificato e quello forfettario. Mentre il primo è il più diffuso tra le medie e grandi imprese, il secondo si attiva soprattutto per quelle minori che non hanno nel commercio la loro attività maggiore. L’ultimo, invece, è proprio dedicato ai freelance che hanno un giro d’affari più ridotto. Ad esempio, il regime forfettario per traduttore è pensato per garantire a questa figura professionale delle agevolazioni economiche, previo rispetto di determinati requisiti.

Come funziona il regime forfettario. Per poter appartenere al regime forfettario, il traduttore non deve aver fatturato più di 30 mila euro annue o, se svolge altri mestieri similari con differenti codici ATECO, la somma di tutti i redditi non dovrà superare i 65 mila.
Vi sono anche dei limiti che riguardano l’acquisto dei cosiddetti beni strumentali, ivi comprese le quote di partecipazione ad associati, che si assestano sui 20 mila euro di cui solo 5 mila da destinarsi a collaboratori. Occorre ricordare che anche un lavoratore dipendente che svolga la mansione di traduttore può attenersi a questo regime fiscale, purché rientri nei limiti economici di cui accennato.

Tutti i vantaggi del regime forfettario. Innanzitutto la tassazione di chi abbia un regime forfettario è estremamente agevolata. Le imposte come l’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) vengono tutte accorpate in un unico pagamento (imposta sostitutiva) che corrisponde al 5 per cento di aliquota sui guadagni per i primi 5 anni, al fine di favorire l’avvio della propria attività. Successivamente, tale imposta si assesterà, per il traduttore, al 15 per cento.
Nonostante l’apertura di una Partita Iva, né l’IVA, né la ritenuta d’acconto (rispettivamente al 22 per cento e al 20 per cento) dovranno essere corrisposte, obbligando quindi il professionista ad adattare le tariffe dei suoi servizi per sopperire al rincaro. Allo stesso modo, il traduttore sarà esentato dal pagamento dell’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) che è rivolta invece a imprese maggiori ed è proporzionale al reddito. Infine, non sarà necessario svolgere complicate attività burocratiche per dimostrare allo Stato a quanto corrispondono le spese relative alla propria attività in quanto, il cosiddetto coefficiente di redditività è fissato già al 78 per cento: da tale base, si parte per calcolare sia l’imposta sostitutiva che i contributi INPS relativi alla pensione.

Contributi previdenziali. Anche il traduttore freelance, infatti, verserà delle somme atte a creare il proprio fondo pensione. Quest’ultimo, solitamente, ha aderenti che appartengono a enti convenzionati, albi professionali o comunque sono dipendenti di aziende che si occupano di trattenerli dallo stipendio mensile. Nel caso del regime forfettario, i contributi previdenziali sono direttamente proporzionali ai guadagni ottenuti e non vengono erogati nel caso in cui il reddito sia pari a zero: per poterli pagare, però, sarà necessario iscriversi alla cosiddetta Gestione Separata. Si tratta, come suggerisce il nome, proprio di una gestione differente da tutte le altre. A livello percentuale, il corrispettivo che va pagato sul lordo delle proprie entrate annuali è fissato, al momento, al 25,72 per cento.

Come gestire un regime forfettario. Sia l’apertura dell’eventuale Partita Iva che la gestione completa delle pratiche di un regime forfettario, incluse tutte le operazioni contabili, possono essere affidate a professionisti del settore, privati o appartenenti a CAF e Patronati. Grazie all’evoluzione dei sistemi informatici, è persino possibile rimettersi a portali specializzati che possano farlo direttamente online.

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