Skabar Vini, Prosekar e altre bontà

06.12.2020 – 10.20 – Conoscete i vini di Skabar? No? Beh, mi copro il capo di cenere ed ammetto che neppure io li conoscevo fino pochi giorni fa.
Ecco perchè ve li racconto, perchè mi hanno colpito e colmiate anche voi, cari lettori questo colpevole vuoto. Sono vini dall’ elevata qualità intrinseca, e questo ormai non è più una novità fra i produttori dei dintorni di Trieste, ma conquistano e divertono soprattutto perchè eterogenei nella loro natura.
Mi spiego: Milos ha la cantina a Monrupino, ma per motivi ereditari le vigne sono su terroir molto diversi. Dalle vigne attorno alla cantina produce una classicissima Vitovska ed un goloso taglio Terrano /Merlot. Da quelle sul costone, digradanti rapidamente verso il mare, un profumato ed ampio uvaggio bianco ed il mitico Prosekar. E solo quest’ ultimo meriterebbe una dissertazione a sé. Un vignaiolo poliedrico.

Vitovska 2019, mosto fiore, vinificazione ed affinamento tutto acciaio.
Naso invitante, piacevole e classico sui fiori di campo. Bocca più generosa e ricca di altre, sostenuta da territoriale mineralità e fresca vena acida. Eccellente persistenza.
Fritto misto di pesce
90/100

Prosekar 2019
E qui si potrebbe stare ore a scrivere.
Mi limito a raccontarvi che le vigne sono sul costone sotto l’ abitato di Prosecco, e che è un uvaggio di Malvasia e Glera; e che la scelta di quest’ uvaggio non è l’ opera di uno stravagante originale con il chiodo fisso di rompere le scatole al Prosecco Dop e le su più nobili varianti Docg, ma il recupero di un idea di quel vino frizzante, profumato e dal leggero residuo zuccherino che per molto tempo è stato il vero vino di Trieste.
Tecnicamente è uno spumante rifermentato in bottiglia non sboccato con un residuo zuccherino che lo colloca al limite del brut.
Nel calice è quello che nelle intenzioni di Milos e dei compagni di avventura dell’ associazione doveva essere in passato: il vino della festa.
Naso fragrante, elegante e piacevolmente intenso; sbuffi minerali fra la crosta di pane leggera, suggestioni agrumate e aliti di macchia mediterranea; floreale leggero sul tiglio.
Bocca cremosa, carboniosa persistente e fine, scorrevole e bevibile eppure ricca. Lunga e persistente.
Provatela con le frittole con l’ anima! (Con l’acciuga dentro)
91/100

Bianco Monkolan 2018, vinificazione in anfore umbre.
Dalle vigne di Malvasia , Glera, Vitovska e Friulano sul costone a strapiombo sul mare sotto l’ antico castello di Moncolano, torre di guardia per l’ accesso alla città di Trieste distrutta dai Veneziani ricostruita e ridistrutta nel corso dei vari conflitti con il leone di San Marco. Quelli bravi parlerebbero di viticoltura eroica.
Naso intenso e complesso, sulle note ampie del pain d’ epices con tutte le sua sfumature, albicocca secca, prugna surmatura, vaniglia leggera e vivace pierre a fusil. Bocca carica , accogliente e ricca equilibrata da territoriale mineralità e discreta freschezza. Persistenza notevole.
Coda di rospo al forno
93/100

Rosso Gruda 2018, da una vigna piantata dall’ avo al ritorno della grande guerra; terrano e merlot. Pregevole realizzazione che fonde l’ autoctono per eccellenza ed il grande protagonista internazionale in una realizzazione golosa e versatile. Consistente fin dal calice si apre con un naso complesso ed intenso sulla mora di gelso in riduzione, la ciliegia surmatura, la violetta, la cola, il karakadè, il pepe nero. Stinco di maiale al forno
91/100

Se anche voi volete provare queste sensazioni contattate Milos al 3397142498. Sconto per gli affezionati lettori di Trieste All News.

Prosit

[Questo articolo fa seguito a quelli su CastelvecchioVigna del Lauro, BudinDrius ViniKitzmuellerMerlak ViniRaccaroRonco del GelsoTerre del Faet VoscaBoleLenardonZaharKocjancic ed OdoniLupinc e Milic Andrea, Milic Stanislao, Colja, SirkOstrouskaGabi WinesGrgicSkerlj Cacovich]

[Andrea Jermol Groppi]