Giornata Internazionale della Montagna: biodiversità di un ecosistema fondamentale per la salute del pianeta

11.12.2020 – 10.16 – Nella giornata di oggi, 11 dicembre, in tutto il mondo, si celebra la Giornata Internazionale della Montagna. Il fine di questa Giornata, istituita nel 2003 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e coordinata a livello globale dalla Fao (organizzazione dell’ONU per l’alimentazione e l’agricoltura), è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sullo sviluppo sostenibile dello sviluppo sostenibile delle ragioni montane. Ogni anno le montagne, i “giganti” del nostro pianeta, sono minacciate dai cambiamenti climatici e dallo sfruttamento incontrollato delle risorse. L’aumento delle temperature porta lo scioglimento dei ghiacci, all’erosione del territorio. Gli habitat vengono stravolti e le risorse idriche vengono compromesse. È un problema che tocca tutti. L’edizione di quest’anno è dedicata alla biodiversità di un ecosistema fondamentale per la salute del pianeta.

Le montagne sono l’habitat ideale per varie forme di vita grazie alle particolari condizioni climatiche e topografiche: ospitano il 30% di tutte le aree chiave della biodiversità. Molte specie a rischio estinzione vivono negli habitat montani e questo li rende una difesa per la sopravvivenza di specie che potrebbero sparire dal nostro pianeta. Delle venti specie di piante che forniscono l’80% del cibo mondiale, sei hanno avuto origine e sono state diversificate in montagna: si tratta di mais, patate, orzo, sorgo, pomodori e mele. Quasi il 70% dei terreni di montagna viene utilizzato per il pascolo e contribuisce a migliorare la fertilità del suolo. Il bestiame, d’altro canto, non produce solo alimenti fondamentali come latte, burro e carne, ma anche alcuni dei filati più pregiati, come la lana cashmere.

Le montagne, che ricoprono più di un quarto della superficie terrestre, sono tanto preziose per la salute del pianeta quanto minacciate, in particolare dalle attività dell’uomo. I fattori che più di tutti mettono a rischio la salute degli habitat montani sono la deforestazione, le attività minerarie e, in generale, lo sfruttamento indiscriminato del territorio. Non va poi trascurata la minaccia che arriva dagli effetti negativi del cambiamento climatico: dallo scioglimento dei ghiacci all’arretramento del permafrost. Negli ultimi anni stanno crescendo in frequenza fenomeni estremi come inondazioni, valanghe e frane. Proprio il rischio di eventi franosi è strettamente legato all’arretramento del permafrost (dovuto principalmente al riscaldamento globale), in quanto comporta la perdita dell’azione legante del ghiaccio sulle fratture tra le rocce.

Le montagne forniscono sostentamento a oltre un miliardo di persone in tutto il mondo, in quanto fonte di acqua dolce, energia e cibo. Secondo la Fao, senza il 60-80% di acqua dolce delle montagne non sarebbe possibile uno sviluppo sostenibile che ha come obiettivo l’eliminazione della povertà e della fame. Questi ecosistemi sono inoltre una ricca fonte di energia rinnovabile come l’energia idroelettrica, solare e eolica. L’energia idroelettrica generata dagli habitat montani, in particolare, fornisce circa un quinto dell’elettricità di tutto il mondo. E alcuni Paesi dipendono quasi in maniera esclusiva dalle regioni di montagna per la produzione di energia idroelettrica.

Le attività svolte nelle regioni montane sono molto importanti per la salute e lo sviluppo delle economie locali: la maggior parte della produzione dell’agricoltura di montagna è destinata infatti al consumo familiare. Inoltre, come spiega la Fao, i mezzi di sussistenza montani tendono a essere molto diversificati: una particolarità che si è dimostrata assai efficace per alimentare la resilienza delle attività economiche e produttive.

a.b