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giovedì, 26 Maggio 2022

Fauna selvatica, Piccin (FI): “Emendamento per intensificare caccia al cinghiale”

04.12.2020 – 11.45 – “Nella manovra di bilancio che approderà in Aula a metà dicembre, grazie a un emendamento alla legge collegata, finalmente potremo introdurre un meccanismo solido, dal punto di vista normativo, per intensificare la caccia al cinghiale: una risposta a numerosi cittadini e categorie economiche che chiedono da tempo interventi in questo senso per tutelare l’agricoltura e la biodiversità, nonché la sicurezza stradale”. Lo afferma la consigliera regionale Mara Piccin (Forza Italia). “L’emendamento della giunta – spiega la consigliera – prevede che al fine di pianificare il prelievo del cinghiale, considerando le esigenze di salvaguardia della biodiversità e di tutela delle produzioni agricole, la regolamentazione dei periodi e degli orari del prelievo di selezione della specie avvenga con delibera della giunta, da adottare entro la fine dell’anno precedente a quello interessato, sentito il parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e sulla base di adeguati piani di abbattimento selettivi distinti per sesso e classi d’età”.

Come puntualizza la consigliera forzista, “questa procedura, che prevede passaggi definiti da norme nazionali e regionali, termina con la concessione del prelievo alle Riserve di caccia e alle aziende faunistico-venatorie. L’emendamento, inoltre, dispone che per il 2021 la delibera di giunta di regolamentazione di periodi e orari di prelievo selettivo del cinghiale sia adottata entro il prossimo il 28 febbraio”.

“Una norma – osserva Piccin – che va nella direzione dell’emendamento che avevo presentato a giugno, ritirato a fronte dell’impegno che la giunta si era preso di presentare entro l’anno una norma per favorire un maggior controllo del cinghiale. La proliferazione incontrastata di questo animale, intensificatasi ulteriormente durante lo stop alle attività del periodo di lockdown legato all’emergenza Covid-19, ha comportato l’aumento dei danni all’agricoltura. L’attività venatoria resta l’unico modo per limitare questi danni: basta demonizzare i cacciatori e, da parte del governo giallorosso, impugnare norme tese a risolvere i problemi, lasciando sole le Regioni”.

c,s

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