Emergenza Coronavirus, Uilpa: “Vaccino anti-Covid anche per i carcerati”

18.12.2020 – 08.00 – La situazione degli istituti penitenziari nel Friuli Venezia Giulia, i cui responsabili già avevano protestato negli anni precedenti forti carenze a livello di finanziamenti e personale, è stata duramente colpita dall’emergenza Covid-19 tanto durante il lockdown di marzo-aprile 2020, quanto durante la seconda ondata di Coronavirus attualmente in corso. Le condizioni del carcere di massima sicurezza di Tolmezzo destano preoccupazione; e il Coroneo di Trieste non accoglierà nuovi detenuti, per meglio circoscrivere i casi attivi d’infezione da Covid-19. Alla luce di questa situazione non deve sorprendere la proposta di Gennarino De Fazio, Segretario Generale della Uilpa Polizia Penitenziaria, secondo cui le prime dosi del vaccino anti Covid andrebbero destinate anche al personale penitenziario e ai carcerati: “È di ieri la notizia che l’università di Oxford, a seguito di uno specifico studio, suggerisce che le persone in carcere dovrebbero essere tra i primi gruppi a ricevere il vaccino contro il Covid-19 perché rinchiuse in luoghi ad alta trasmissibilità“.

“Anche nelle carceri italiane il virus continua a propagarsi in maniera preoccupante e, mentre nella prima fase della seconda ondata si registravano maggiori contagi fra gli operatori, adesso sembra diffondersi in maggior misura fra i detenuti, il cui numero di positivi da giorni supera stabilmente le 1.000 unità. Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, al di là di qualche criticità locale, sta facendo quanto nelle sue possibilità per tentare di frenarlo, ma è di tautologica evidenza che, pure in previsione di un’ormai pressoché certa terza ondata, maggiori misure di contenimento andrebbero necessariamente intraprese dall’Esecutivo; fra le molte, la vaccinazione a tappeto di operatori e detenuti potrebbe essere quella veramente risolutiva e, si spera, definitiva”.

“Tuttavia – prosegue De Fazio – mentre si apprende anche da dichiarazioni di autorevoli esponenti governativi che certamente gli appartenenti alle Forze di Polizia e, in generale, gli operatori penitenziari saranno fra le prime categorie a essere vaccinate, nulla è dato sapere a riguardo dei detenuti. Da quanto riferiscono molti esperti, però, anche chi sarà immune, perché sottoposto a vaccino, potrebbe trasmettere il virus senza ammalarsi; cosicché, se la SARS-CoV-2 continuasse a diffondersi fra i detenuti, al di là di ogni ulteriore disquisizione, gli operatori – pur senza contrarre l’infezione – potrebbero veicolarla tra i familiari e all’esterno”.

“Per queste ragioni – conclude il responsabile della Uilpa Polizia Penitenziaria – facciamo appello ai Ministri della Giustizia, Bonafede, e della Sanità, Speranza, nonché al Commissario per l’emergenza Covid-19, Arcuri, affinché venga pianificata con ponderati e graduati criteri di priorità anche la vaccinazione dei detenuti“.

[i.v.]