Parco del Mare, LAV Trieste: “Sorpassata modalità di detenzione e sfruttamento degli animali”

01.12.2020 – 12.15 – “Siamo stupiti e preoccupati nell’apprende la notizia che in data 16 novembre 2020 si è svolta una presentazione, l’ennesima, del “Parco del Mare di Trieste”. A parte il nome accattivante, questo progetto non è altro che un acquario, ovvero un’obsoleta e sorpassata modalità di detenzione e sfruttamento degli animali, utilizzata in tutta Italia come panacea per ogni crisi economica o rilancio del territorio”. A scriverlo in una nota è la LAV Trieste. “Oltre che all’onni-interessata e onnipresente famiglia Costa, di Costa Edutainment Spa (proprietari di Acquario di Genova, Acquario di Livorno, Oltremare, Italia in miniatura, Aquafan e tanti altri), hanno partecipato alla presentazione vari esperti economisti, architetti e ovviamente vari rappresentanti istituzionali, come Roberto Dipiazza, Sindaco di Trieste, Simonetta Bonomi, Sopraintendente ai beni artistici e architettonici della regione Friuli Venezia Giulia”.

“Siamo convinti, come tantissimi altri cittadini, che a Trieste servano degli investimenti molto più concreti e condivisi con la cittadinanza, e non il classico slogan panem et circenses che vede un immane impiego di risorse pubbliche; la sofferenza di esseri viventi e soprattutto la costruzione di un qualcosa di inutile che è chiaramente già destinato a diventare la prossima “cattedrale nel deserto”. Sostiene Fulvio Tomsich Caruso, Responsabile LAV per la Sede di Trieste.
“Disperdere le risorse per costruire una struttura che richiama alla natura solo nel nome, essendo però un ambiente artificiale per esseri senzienti, vittime di una forma di “intrattenimento” che oramai è obsoleta e fallimentare, vuol dire essere ostinati, ciechi e fuori luogo, l’area potrebbe essere restituita alla natura visto l’elevato potenziale e la fauna marina unica” conclude il responsabile di LAV Trieste.

Confidiamo nel Governatore e nel Sindaco, nella loro sensibilità e competenza, chiedendo di non concedere i permessi per la costruzione e attuazione di questo progetto, ma reindirizzare fondi ed energie verso qualcosa di nuovo e innovativo che non veda l’ennesimo sfruttamento di esseri senzienti ed interessi di multinazionali orientati solamente al proprio profitto.

c.s