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domenica, 25 Settembre 2022

“Usa” Stasera l’incontro più atteso di Limes Trieste con Federico Petroni

20.11.2020 – 08.00 – Il corso “Una strategia per Trieste“, organizzato dal Limes Club con il supporto del Centro Culturale Veritas, rispettivamente sotto la guida di Simone Benazzo e Luciano Larivera, giunge a metà delle sue lezioni/conferenze online, volte a conferire un’infarinatura di geopolitica.
Dopo aver trattato zone tradizionalmente “instabili” quali il Nord Africa, potenze regionali quali l’Iran e il Sud America, potenze che vorrebbero essere mondiali come la Russia e potenze che si apprestano a esserlo quali la Cina, il ciclo di appuntamenti giunge al suo punto culminante con l'(in)discussa potenza mondiale, gli Stati Uniti.
In seguito a una gara elettorale controversa, ma ormai vinta dallo sfidante dem Joe Biden con un margine di voti troppo largo per venire smentito dalle accuse di broglio, come invece avvenne all’epoca dello scontro Bush-Al Gore, si presenta di fronte al popolo americano la prospettiva di un nuovo corso democratico. E per inciso, di un possibile cambio di politica estera anche per amici e alleati. Il compito di trattare la conferenza forse più attesa di tutto il corso, accanto alla Cina, è stato affidato a un veterano quale Federico Petroni, consigliere redazionale di Limes; coadiuvato, come da tradizione, da una redattrice della rivista Sconfinare che presenterà un breve approfondimento sul rapporto tra Trieste e gli Usa.
Come già avvenuto a partire dal terzo incontro, la lezione sarà trasmessa soltanto online, in diretta streaming sulla pagina del Limes Club Trieste. Si segnala che non è necessario essere iscritti a Facebook per seguire l’evento, basta accedere alla pagina. Il video sarà disponibile anche successivamente.

“Gli USA vivono un momento schizofrenico – recita l’introduzione alla conferenza – Sono tentati di ridurre gli impegni all’estero ma non vi si possono sottrarre perché perderebbero il loro primato. Tale schizofrenia non ha nulla di momentaneo. Non è destinata a essere cancellata quando Donald Trump se ne andrà. È invece una figlia assolutamente legittima dell’America. È il risultato della convergenza tra mentalità perfettamente americane, che hanno la loro storia e la loro dignità. Nasce dalla tensione fra la realtà di essere impero e il rifiuto di averne uno. Così l’America sta al mondo secondo dinamiche imperiali, dalle Forze armate alla globalizzazione fino al dollaro, ma al contempo del mondo poco s’interessa, se non quando le presenta un conto troppo salato da sopportare. Questi nodi determinano la realtà che ci circonda. Plasmano la competizione tra grandi potenze (Cina e Russia, giocata anche e soprattutto in Europa). E sono drammaticamente portati al pettine dalla crisi del Coronavirus. Nella rivalità con Pechino, a Washington s’impone di scegliere tra continuare l’attuale contenimento rischiando che sfoci in guerra o trovare un modo per coesistere. Decisione per la quale gli Stati Uniti potrebbero non essere attrezzati”.

Federico Petroni è consigliere redazionale di Limes dal 2012, per la quale si occupa di Stati Uniti, Europa e Artico. Presidente di Geopolis, associazione culturale che dal 2013 promuove eventi e dibattiti sulla geopolitica in Emilia-Romagna. Dal 2017 è cultore di geopolitica presso l’Università Vita e Salute – San Raffaele a Milano. Coautore di La guerra dei droni, primo ebook in Italia sull’argomento.

[z.s.]

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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