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mercoledì, 10 Agosto 2022

Piste da sci chiuse? Un danno da 12 milioni. Il paradosso dell’Austria

25.11.2020 – 08.47 – Si ripresenta, con l’avvicinarsi della stagione invernale e il dibattito sull’apertura o meno degli impianti sciistici, il paradosso che si era già verificato tra maggio e giugno 2020 a proposito del turismo. Mentre infatti il Governo Conte, memore dei danni prodotti dall'”allentamento” avvenuto tra agosto e settembre, valuta di tenere serrati gli impianti sciistici quantomeno nell’occasione delicata delle festività natalizie, Austria e Slovenia stanno già predisponendo adeguati protocolli di sicurezza per consentire la riapertura dei propri poli sciistici. E considerando come il Friuli Venezia Giulia rimanga regione al confine, il danno appare considerevole, sebbene circoscritto dai divieti agli spostamenti e dalla (probabile) assenza di turismo dall’Est Europa e dai Balcani, dove la diffusione del Coronavirus rimane a livelli allarmanti.

I numeri, in ogni caso, appaiono ingenti: i sei poli sciistici del Friuli Venezia Giulia incassano 12 milioni di euro a ogni stagione; e 1/3 dei profitti proviene proprio dalle festività natalizie, per altro le uniche a funzionare sulla base del turismo di prossimità e non grazie al turismo straniero. Accanto agli albergatori, che tuttavia occorre ricordare avevano registrato il “tutto esaurito” quest’estate 2020, c’è un ampio indotto di maestri di sci & guide di montagna, trasporti & logistica. In tal senso il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, chiedeva una “soluzione europea” per garantire una riapertura anche in Italia (l’alternativa, ovvero chiedere la chiusura a livello europeo appare poco realistica: non c’è la forza contrattuale per imporre ciò all’Austria o ad altri paesi dell’UE, nonostante la catastrofe di Ischgl, in Tirolo, a marzo 2020).

Il direttore di Promoturismo Lucio Gomiero vorrebbe riaprire, come riporta Il Messaggero Veneto, ma finché il Friuli Venezia Giulia rimane in zona arancione ciò appare improbabile: “Aspettiamo l’evoluzione sanitaria, il tema dello sci riguarda il Natale ma anche il dopo.
Io posso aspettare ancora un paio di settimane prima di prendere le decisioni definitive.
Il punto fondamentale è questo: il protocollo di sicurezza per gli sciatori è una condizione necessaria, ma non sufficiente, prima infatti deve esserci la mobilità fra Comuni e Regioni. Come Friuli [Venezia Giulia? n.d.r.] dobbiamo diventare gialli, se sei rosso o arancione è molto difficile riuscire ad aprire gli impianti, ecco che l’evoluzione dello scenario sanitario diventa fondamentale. Ma noi abbiamo molti sciatori locali, tanti giornalieri. Di fatto potremmo anche sganciarci dal concetto di vacanza invernali”.
Stando agli ultimi dati aggiornati a livello nazionale, tutte le Regioni rosse sono in calo tranne la Calabria (+25.5% rispetto alla settimana scorsa), tutte le Regioni gialle sono in calo o stazionarie tranne il Molise (+17.1%) e infine tutte le Regioni arancioni sono in calo o stazionarie tranne il Friuli Venezia Giulia che registra un’impennata del +28.7%.

[z.s.]

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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