Passeggiando per Trieste con le Briciole in tasca

10.11.2020 – 13.00 – Capita a volte di essere a corto di argomenti, anche perché, in questo anno difficile, la vita sociale è ridotta al lumicino e i DPCM, seppur fantasiosi, non forniscono materiale infinito!
I miei affezionati lettori però esigono sempre qualcosa da me, per soddisfare le loro voglie, un po’ come le donne, dopo i miei canonici tre minuti di sesso! Quindi, qui come in camera da letto, sono costretto ad escogitare qualcosa che non sia banale!
La mia mente fervida ha trovato la soluzione per coprire almeno un paio di settimane, passeggiare per la città e trascrivere quello che vedo, che sento, che immagino! Un novello Rumiz, in giro per le vie della periferia urbana, poiché il centro ve lo hanno già raccontato un po’ tutti!

Partiamo da un piccolo preambolo, beh…piccolo per me si intende! Cosa ci fa più paura di questi maxi o mini lockdown? La solitudine? La povertà? L’asocialità? La malattia? Macché, nulla di tutto questo, ci fa paura ingrassare! Già ricordiamo, con un misto di gioia e terrore, quando ci abbuffavamo di uova di cioccolato e colombe pasquali, senza alcuna possibilità di smaltire tossine e limare antiestetici rotoloni, se non con rapide uscite con l’animale domestico o con affannose corse da cinghialoni arrugginiti! Ora si avvicina pericolosamente Natale e l’incubo del picco, glicemico questa volta, torna a essere una spiacevole realtà! Panettoni, torroni, presnitz e gubane tornano d’attualità, mentre le cubane continuano a essere un sogno lontano! Rischiano di dare il colpo finale alle nostre maniglie dell’amore, e farle diventare dei voluminosi scorrimano!

Io, in realtà, sono sempre previdente, non per vantarmi, ma riesco a mettere su chili indifferentemente in qualsiasi periodo dell’anno, pre o post pandemia, con Salvini o Zingaretti al governo, con le maniche corte o coi cappotti di cammello, con la crema abbronzante sul naso o con l’ombrello! Diciamo che sono un uomo paffuto per tutte le stagioni! Quindi, siccome prevenire e meglio che curare, nel dubbio amletico di lockdown sì o lockdown no, sono riuscito con successo ad ingrassare già prima! Non chiedetemi che trucchi ho usato? Anche se vi assicuro che uno spuntino tra pranzo e merenda fa la differenza! Non ho mai badato troppo a mantenermi in forma, non posso dire di piacermi così, ma conosco i miei limiti di volontà che mi rendono impossibile qualsiasi dieta!

Io amo le sfide, provateci voi a conquistare una bella donna, magari fresca di palestra o salutista da kefir, con il fisico da orso marsicano! Non è una passeggiata di salute, ci vuole impegno e dedizione, oppure che lei sia un po’ psicolabile, come fortunatamente ogni tanto accade, perché anche se su Facebook scrivono di adorare M49 in fuga, alla resa dei conti agli orsi preferiscono le tartarughe! Vabbè, in fondo le donne non sono tutto nella vita! Boh, chissà da dove mi è uscita sta cazzata, però dai, di questi tempi in particolare, l’importante è la salute! Sarà anche per questa ipocondria che il giorno pre-colorazione delle regioni mi sono concesso una passeggiatina salutare, non tanto per abbattere il livello di glicemia e colesterolo, quanto per aumentare quello di testosterone, messo a dura prova da serate solitarie appisolato sul divano! E qui mi è balenata l’idea di raccontarvi il paesaggio! Come punto di partenza per la prima escursione ho scelto il luogo della mia fiorente attività! Mi sembra di avervi già detto in passato che la via San Marco a Trieste non è proprio come Piazza San Marco a Venezia, beh, per dirla tutta, neanche viale Campi Elisi è proprio identico agli Champs Elysees parigini!!!

La prima differenza che salta all’occhio è che qui non ci sono tantissimi giapponesi con la macchina fotografica, anzi per dirla tutta si tratta di una piccola enclave balcanica con la livella, ridono un po’ meno rispetto al popolo del Sol levante, ma sono cordiali comunque! Per loro sto preparando la traduzione di Briciole in 8 lingue più il cirillico (non vorrei nominare il mio libro in ogni raccontino…ma se insistete a non comprarlo…mi tocca!)! Altre differenze sono che le cacche di cane sui marciapiedi sostituiscono quelle di piccione sui monumenti, che le osterie da pastella continua e da prosecco libero prendono il posto dei baretti da “caffè+cornetto offerta 50 euro” e che la fila per entrare nella mia tabaccheria è leggermente inferiore a quella per salire sul campanile! Naturalmente parlo della parte bassa, la sventurata tranche che porta dal semaforo di via Alberti alla torre del Lloyd! Inerpicandosi poi verso San Giacomo il paesaggio cambia radicalmente e, per le vie, la gente gozzoviglia e elargisce vile denaro a getto continuo!

A parte la decina tra bar e osterie che incontri, trovi una lavanderia a gettone, ritrovo di cuori solitari, una pizzeria con il suo contorno di profumi e foto di Maradona, una panetteria che con i suoi bomboloni alla crema vuole attentare alla mia voglia di attività motoria, poi una salumeria, davanti alla quale devo passare bendato per evitare ulteriori tentazioni di burrata a caciocavallo! Tralascio la descrizione del centro massaggi cinese, dove ho l’abbonamento premium, perché dopo metterò una recensione entusiastica si Tripadvisor! Più avanti l’enoteca, ancora di salvezza di questo 2020, l’edicola mini del mio collega, dove, vista la mole, io faticherei pure a grattarmi il naso, poi la vecchia Asl, che si guardano bene da riutilizzare per urgenze varie, l’oratorio con la sua socialità ormai sgradita, il mio ristorantino preferito, fonte di proverbiali mangiate in cenette a lume di candela e di altrettanto proverbiali due di picche!

E con passo felpato si arriva in piazza! Baretti tentacolari mi avvinghiano da ogni lato, spritz a prezzi concorrenziali stile Amazon e mortadelle “taiade grosse”, tressette col morto e internazionale socialista, bandiere dell’Unione e della CGIL si mischiano senza soluzione di continuità, ma io imperterrito continuo la mia passeggiata veloce, con fiatone incorporato, verso la ciclabile cittadina più famosa! Il tempo di passare davanti alla casa della mia ex suocera Melanie, madre di Scarlett, casa denominata la bisca del burraco, e siamo già in movimento verso Draga Sant’Elia, punto d’arrivo del mio peregrinare!

Sì vabbè, mica qualcuno ci avrà creduto… arrivare al ponte del Burlo sarebbe già un’impresa epica! In realtà rischio di fermarmi già prima con una rotula a pezzi, a causa dei soliti simpatici monopattini che sfrecciano giulivi! Per fortuna, grazie alla mia agilità, con un balzo felino riesco a scansarli e a salvarmi da un ricovero nel piazzale antistante l’ospedale! E cammina… cammina… cammina arrivo all’attraversamento di via Costalunga! Riuscire ad arrivare dall’altro lato sano e salvo la giudico già l’impresa della giornata, viste le gare di formula 1 che lì si praticano! Poco dopo la strada spiana, i condomini lasciano spazio a alberi in muta autunnale e a casette con orti in lavorazione, rovi e alberi di cachi, il paesaggio diventa bucolico!

Incontro un giovane tatuato con otto cani, a primavera ne aveva tre, ora si è organizzato, infatti se li portasse fuori uno alla volta per la pisciatina concessa dall’ordinanza, praticamente potrebbe star fuori tutto il giorno! Poi i soliti emuli di Pantani, che annaspano sul cavalcavia, seppur con bici elettrica, la solita sfilza di modelle con completo running Zalando e di uomini in tenuta fantozziana con mutandoni ascellari, qualche pluripregiudicato reduce da notti di Halloween abusive e, senza quasi accorgermene, in un battibaleno, sono sotto alle torri di Cattinara!
Mi sa che ho esagerato, non ho nemmeno con me il conta battiti e il misuratore del livello di saturazione! Mi sa che è ora di tornare, ma ci sarà da queste parti un’osteria per recuperare le calorie perdute? Mi sento già molto più magro, mi sa che fino al prossimo novembre non cammino più! O forse, al limite passeggio, solo per scrivere qualche altro pezzo sui rioni triestini, per intanto “Taaaaxiiiii” !!!

[M.L.]