Dal babysitting ai set fotografici: un’istantanea sulla modella Ramona Volino

26.11.2020 – 10.40 – Forza, eleganza e dolcezza: questi i tre elementi che rendono Ramona Volino una modella unica nel suo genere.
Fin dall’inizio dell’intervista è possibile sentire dall’altro capo del telefono una voce morbida e gentile: è piacevole parlare con Ramona che, tra una domanda e l’altra, racconta se stessa e il suo lavoro, dal babysitting ai set fotografici.
Ma basta aprire il suo profilo Facebook per osservare una vera e propria metamorfosi: foto stupende in cui, mettendo da parte la dolcezza che la contraddistingue off shooting, mostra tutta la sua intensità e classe, lasciando l’osservatore assolutamente senza fiato.
Una modella versatile, a tratti misteriosa, e soprattutto poliedrica, in grado di trasmettere, grazie alla sua espressività – coltivata anche dalla sua passione per il teatro (come ci ha raccontato) – grandi emozioni, facendo nascere nello spettatore un’ardente curiosità. 

Quando hai cominciato a posare?

Ho cominciato circa 3 anni fa, quasi 4.
Tutto è nato dalla conoscenza di alcuni fotografi amatoriali e da lì, facendo vari shooting diversi tra loro, è cominciata questa avventura.
Devo dire che questo lavoro ha preso le mosse quasi per gioco inizialmente, diventando poi una vera e propria passione e piccola professione.

Che tipo di fotografia ami? 

Io scatto solitamente dal ritratto al nudo artistico. Parlando proprio di quest’ultimo, non faccio però dark o soft erotici.
Prediligo di solito una fotografia raffinata ed espressiva.
Secondo me un’immagine deve sempre comunicare un’emozione: è questo che fa la differenza: non basta quindi un corpo nudo, ma deve esserci intensità e, soprattutto, incisività.

Qual è il tuo set ideale?

Mi piace molto posare in studio, anche se non disdegno assolutamente anche gli shooting in esterna.
Ovviamente i secondi sono molto più difficili secondo me, perché bisogna trovare ambientazione e condizioni adeguate per il tipo di fotografia che si vuole scattare.
Dovessi però decidere, prediligerei sempre lo studio fotografico.

Fai la modella di professione oppure hai anche un’altra vita lavorativa?

Ad oggi faccio la fotomodella saltuariamente, diciamo che per ora è un lavoro più piccolo.
La mia professione primaria è invece la Babysitter.
Si può dire che la parte della mia vita dedicata alla fotografia rappresenta il mio lato artistico, ma non è l’unica che sfocia nella creatività; infatti una mia grande passione è anche la recitazione, che ho iniziato ad approfondire un po’ di anni fa, iscrivendomi anche a un Accademia a Milano e ad altri corsi di doppiaggio.
Secondo me queste due componenti influiscono l’una sull’altra, perché sono due mondi che si compenetrano, unendosi in un’unica danza.

Qual è il rapporto migliore che si possa instaurare tra modella e fotografo?

Un rapporto basato sulla fiducia reciproca che porta, di conseguenza, al sentirsi a proprio agio sul set, specialmente per i servizi fotografici di nudo: è necessario che si instauri quindi una complicità lavorativa per poter rendere al meglio nel corso dello shooting.

Cambia la società, e cambiano i canoni di bellezza che detta. Ma che cos’è la bellezza, per te?

Io penso che la vera bellezza nasca dalla sicurezza in se stessi, l’autostima è un elemento fondamentale: questo lavoro gioca molto su questo aspetto, alternando sia l’autocritica sia (e soprattutto) la consapevolezza dei propri punti di forza.
Diciamo che è un mestiere che ti fa sicuramente entrare in competizione con altre ragazze, ma proprio in questa corsa allo scatto la bellezza è riuscire a trasmettere il meglio di sé davanti all’obiettivo.

Qual è l’aspetto più bello del mondo fotografico?

Il fatto di confrontarsi con varie realtà, in un settore immenso e ricco di stimoli.
Il bello quindi è fare un lavoro che è sempre diverso, giorno dopo giorno, che diverte e ti mostra un lato nuovo ogni singolo set.
Non si finisce mai di imparare e migliorarsi con il passare del tempo.

[c.c]