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venerdì, 30 Settembre 2022

Coronavirus, problemi con uno dei vaccini. AstraZeneca-Oxford di nuovo a rischio

27.11.2020 – 11.33 – È il vaccino contro il Covid-19 di cui nel nostro paese si parla di più, probabilmente anche perché nel suo sviluppo c’è anche una mano italiana (IRBM di Pomezia), ma AstraZeneca-Oxford, purtroppo, dopo quelle di questa estate, affronta nuove difficoltà: una vera e propria doccia gelata sulle speranze di rapida distribuzione. Il vaccino è più economico di quello mRNA di BioNtech-Pfizer e Moderna, dovrebbe essere altrettanto efficace e più semplice da conservare (semplicemente in frigorifero), però c’è qualcosa, di nuovo, che non va. I risultati della sperimentazione su larga scala, ‘fase 3’ clinica, non sono stati presentati in maniera coerente e non fanno parte, come invece avrebbero dovuto, di un filone unico.

A quanto risulta il vaccino AstraZeneca-Oxford è stato somministrato, nei partecipanti alla sperimentazione, in dosi diverse, e i partecipanti stessi non avevano un profilo omogeneo. Ad esempio in Brasile nessuno era di età superiore ai 55 anni, e la sostanza di controllo, il placebo, fondamentale in quanto rappresenta una garanzia di verifica dell’efficacia nella sperimentazione, non era la stessa: nel Regno Unito si sarebbe usato un vaccino contro i meningococchi e in Brasile una iniezione salina. Nel gruppo in cui i volontari erano di tutte le età, inoltre, l’efficacia risultante sarebbe solo del 62 per cento. Le implicazioni sono molto forti, perché una mancanza di uniformità nelle modalità di sperimentazione, in mancanza di risultati verificati in maniera rigorosa, potrebbe invalidare l’intera fase di test, e toccherà ora alle agenzie del farmaco di tutto il mondo decidere cosa fare.

[r.s.]

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Roberto Srelzhttps://trieste.news
Giornalista iscritto all'Ordine del Friuli Venezia Giulia

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