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venerdì, 30 Settembre 2022

Arecibo, addio al radiotelescopio dei sogni. Danneggiato irreparabilmente, sarà smantellato

27.11.2020 – 11.20 – Da “A come Andromeda”, a “Goldeneye”, a “2010 Odissea due” anche se indirettamente, alla ricerca dell’intelligenza extraterrestre a casa con il SETI: in quasi sessant’anni di esistenza, l’osservatorio di Arecibo, in Portorico, è stato re, oltre che delle ricerche della National Science Foundation statunitense e di tutti gli studiosi dello spazio, della nostra fantasia. Il radiotelescopio di Arecibo era uno dei più potenti sulla terra e ha raccolto una quantità enorme di dati, in buona parte ancora da analizzare. Il passato però è purtroppo d’obbligo perché, dopo i danni irreparabili subiti questa estate, dovrà essere smantellato: l’annuncio della decisione definitiva è stato dato pochi giorni fa.

Il radiotelescopio di 305 metri dell’osservatorio di Arecibo, che sopra di sé porta una piattaforma d’osservazione e studio pesante 900 tonnellate, è sostenuto a tre torri da cavi; questi cavi, negli anni e dopo uragani, terremoti e tempeste tropicali, si sono corrosi, e uno di questi cavi in agosto si è staccato creando una spaccatura di più di 30 metri; e, mentre i tecnici stavano cercando di riparare i danni, due settimane fa, il 6 novembre, si è spezzato anche un secondo cavo, causando altri danni al disco riflettore. Niente da fare: il radiotelescopio non può essere riparato, i cavi sono molto più deboli di quanto ci si aspettasse e tutto rischia di crollare in modo catastrofico. Anche se si riuscisse a intervenire in qualche modo, la struttura rimarrebbe a rischio di stabilità: diagnosi confermata da più esperti. Arecibo, dopo 57 anni di servizio, va demolito il prima possibile, e sarà fatto probabilmente con l’uso di cariche esplosive controllate; poi seguirà la pulizia, il progetto prevede infatti di mantenere aperti i centri di ricerca e formazione esistenti e il centro visitatori anche senza la grande parabola.
Arecibo ha svolto un ruolo chiave nella ricerca spaziale e ha contribuito a scoperte estremamente importanti nel campo della radioastronomia, nella ricerca planetaria e del sistema solare, incluso lo studio delle onde gravitazionali che molti studiosi immaginano come tassello mancante fra la fisica classica e quella quantistica. Ci ha rivelato molto sulla ionosfera, ci ha aiutati a comprendere meglio il clima, e ci ha mostrato la prima stella binaria nel 1974 e mondi molto distanti da noi, fino ad arrivare alla scoperta di molecole organiche in una lontana galassia, ancora un segnale della possibilità di vita oltre la Terra, e del primo segnale radio che si ripete rapidamente. Nulla andrà perduto: tutti i dati raccolti da Arecibo saranno disponibili per l’elaborazione su altri sistemi. Per il Portorico, la demolizione del grande radiotelescopio avrà anche un impatto economico, che si risolverà in una perdita di posti di lavoro nell’indotto.

[r.s.]

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Roberto Srelzhttps://trieste.news
Giornalista iscritto all'Ordine del Friuli Venezia Giulia

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