Turismo, una Venezia deserta e senza presenze non ferma la tassa d’accesso

21.11.2020 – 14.44 – “Dovremo ancora resistere per una fase significativa. Guai a interpretare questi primi segnali come un liberi tutti”. Emergono chiare, dalle parole del Ministro per la salute Roberto Speranza, le prospettive per il turismo in Italia nel prossimo futuro, riassumibili in un: non ci sarà. Dovesse anche la campagna di vaccinazione che partirà presumibilmente nella primavera dell’anno prossimo essere massiccia e ridurre per davvero il rischio globale di contagio da Coronavirus almeno del 50 per cento come prospettato dagli esperti, altri esperti, quelli che proprio del turismo hanno fatto il loro lavoro, parlano del 2024 come primo anno in cui si potrà vedere un qualche tipo di ripresa. È una Venezia senza presenze e priva della consueta confusione, quella che si affaccia al 2021.

Eppure, anche in tempo di pandemia, accadono delle cose strane: Venezia è deserta ma guarda già avanti e non cambia idea sulla tassa d’ingresso giornaliera, che avrebbe dovuto, secondo l’amministrazione, scoraggiare i visitatori giornalieri, poco inclini a pagare più di qualche euro (da aggiungersi al biglietto del treno fino a Santa Lucia o al salasso dei parcheggi multipiano) per fare una passeggiata fino a San Marco o visitare una mostra. La nuova tassa avrebbe dovuto essere introdotta questa estate; tutto però era stato sospeso di fronte al crollo delle visite e al colpo durissimo all’economia della città dovuti ai mancati introiti di chi lavora in una città che di turismo in pratica vive. Ci si sarebbe quindi aspettati che la tassa scomparisse, proprio per rilanciare il turismo fatto da italiani, quello lontano dai charter e dai viaggi organizzati, e invece no: la tassa per chi va a Venezia senza avere una prenotazione per trascorrerci almeno una notte resta (dormire a Venezia? Un sogno. Anche da un punto di vista del portafogli) ed entrerà pienamente in vigore nel 2022. Sarà modulare, e attorno ai 10 euro a visitatore nei giorni più congestionati.

Venezia lo vede come uno strumento per il “rilancio dell’economia cittadina”. Sarà. Vero che i turisti giornalieri in quel di Venezia hanno dato in moltissime occasioni sfoggio del peggio del peggio in termini di comportamento e qualcosa andava fatto; i veneziani, però, non amano l’idea dei tornelli all’ingresso e hanno protestato, non volendo veder trasformata la loro città in un parco a tema. Ma Luigi Brugnaro, indipendente di centrodestra recentemente rieletto sindaco, ha fatto della tassa una delle sue bandiere, e si prosegue. Avanti con la Venezia chiusa, quindi, una Venezia che negli ultimi decenni ha perso il 70 per cento dei suoi residenti proprio perché l’economia si è trasformata ormai in solo turismo; Venezia chiusa, con negozi, alberghi e ristoranti chiusi. “È parte del piano per il rilancio”, ha dichiarato Michele Zuin, assessore comunale al bilancio; secondo Zuin, nei prossimi 14 mesi l’amministrazione studierà e svilupperà un sistema che permetterà a chi vuole andare a Venezia di prenotare la visita. Proprio come in un parco a tema. E un taglio di vino al bacaro costerà decisamente di più.

[f.f.]