Didattica a Distanza, petizione dei genitori FVG per tornare “dal vivo”

09.11.2020 – 10.00 – Man mano che il moltiplicarsi di restrizioni e divieti si accompagna alla crescita dei contagi da Coronavirus, anche la scuola lentamente si converte alle modalità della Didattica a Distanza (DAD), sebbene si cerchi ancora di “salvare” elementari e medie, dove per la bassa età degli alunni si tratta di una modalità difficile da realizzare.
Il mondo dei genitori, tuttavia, il cui lavoro dipende dalla possibilità di lasciare il figlio a scuola, anziché a casa, è già in rivolta. In Friuli Venezia Giulia è partita una petizione contro la Didattica a Distanza, definita la “Distanza dalla Didattica” perché “La natura della Scuola non sta nella distanza”.
I firmatari si presentano come i genitori del Liceo Classico “J. Stellini”, del Liceo Scientifico “G. Marinelli”, dei Licei Classico Europeo e Scientifico Internazionale dell’Educandato Statale Collegio Uccellis, dell’ISIS “A. Malignani”, del Liceo Scientifico “N. Copernico”, dell’Istituto Tecnico Commerciale “A. Zanon”, dell’ISIS ”B. Stringher”, dei Licei Linguistico e delle Scienze Umane “C. Percoto”, dell’Istituto Tecnico Agrario “Paolino d’Aquileia” di Cividale del F., del Liceo Artistico “G. Sello”. Si tratta dunque di un’iniziativa prevalentemente udinese che ha raccolto, allo stadio attuale, duemila firme.
La petizione è rivolta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga oltre che all’Assessore al Lavoro, Formazione, Istruzione, Ricerca, Università e Famiglia Alessia Rosolen.
Considerando come il sistema ospedaliero sia già sottoposto a forte stress, rimane improbabile che lezioni chiuse della scuola possano riaprire. Casomai la direzione scelta è verso ulteriori “serrate”.

La petizione riconosce “l’assiduo lavoro e l’impegno che i Dirigenti delle varie scuole della Regione Friuli Venezia Giulia hanno svolto durante l’estate per riuscire a garantire ai ragazzi la presenza a scuola per il maggior numero di ore possibile”.
Ma la colpa viene attribuita ai trasporti, giudicati insufficienti: “Non è stato fatto nulla per implementare i trasporti, per evitare assembramenti alle fermate o sui mezzi; non s’è visto un lavoro coordinato e sinergico per assicurare trasporti sicuri (non affollati) e con la copertura di più fasce orarie pensate sulla base dei nuovi orari di ingresso e uscita da scuola, studiati per permettere afflussi scaglionati”.
“Privare la generazione – avvertono i firmatari – dei nostri figli della Scuola non potrà che avere effetti gravissimi sul piano relazionale e psicologico, oltre che su quello culturale”.

[i.v.]