Scuola, Rosolen: “Mascherine necessarie anche al banco per chi ha più di sei anni e fa lezione in presenza”

06.11.2020 – 20.46 – Tengono ancora banco nell’istruzione, è il caso di dirlo, le richieste di chiarimenti sull’uso delle mascherine per gli alunni più piccoli ed è proprio su questo tema, per il quale la Regione Friuli Venezia Giulia riceve molte richieste di chiarimento, che l’assessore Alessia Rosolen ha precisato che “l’attività didattica ed educativa per la scuola dell’infanzia, il primo ciclo di istruzione, la scuola secondaria di secondo grado e i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, con uso obbligatorio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie ad eccezione dei bambini di età inferiore ai sei anni e dei soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina. Quindi”, ha chiarito Rosolen, “la mascherina va indossata anche quando si è seduti al banco, non solo durante gli spostamenti. Chiedo a tutti di rispettare le regole: l’obiettivo è mantenere le scuole aperte ed è prezioso e imprescindibile che tutti diano il proprio contributo. L’auspicio è che si possa tornare al più presto a una situazione di normalità. Adesso è veramente importante attenersi alle regole deputate a contrastare e contenere il contagio”.

L’assessore Rosolen si è spesa anche in tema di investimenti per la formazione a distanza: “La Regione”, ha spiegato nella sua nota alla stampa, “investe un ulteriore mezzo milione di euro per garantire dispositivi per la didattica digitale integrata. Dall’inizio della pandemia, attingendo a risorse del Fondo sociale europeo, della Regione e del Ministero, sale così a 4,3 milioni di euro il totale delle risorse destinate ad adeguare la strumentazione (PC portatili, Tablet e dotazioni) delle famiglie del Friuli Venezia Giulia e consentire così di seguire le lezioni in un momento complesso come quello attuale”. Alessia
Rosolen ha spiegato che “si tratta di un intervento complementare rispetto ai precedenti. Le famiglie segnalano infatti disagi legati alla connettività, alla mancanza di strumenti adeguati e altre criticità alle scuole che, interpellate da Regione e Ufficio scolastico regionale con monitoraggi specifici, intervengono per colmare le lacune”. L’assessore ha confermato che “l’ultimo Dpcm ha nuovamente trasferito le lezioni per le superiori [a ruota, anche gli ITS hanno deciso di passare al 100 per cento alla formazione a distanza NdR] dalle aule delle scuole agli spazi virtuali, ma restano alcune eccezioni sulle quali è bene fare chiarezza. Le lezioni proseguono in presenza per le attività laboratoriali e i progetti dedicati a studenti con necessità specifiche: la scuola in ospedale, l’istruzione domiciliare, i disturbi specifici dell’apprendimento, i bisogni educativi speciali e altre attività delicate per i quali le indicazioni chiariscono che è auspicabile il proseguimento del contatto diretto, nel rispetto delle normative e in rapporto stretto con i medici e le famiglie”.

[c.s.][f.f.]