”Bookshop” e ”Bookdealer”, la resistenza delle librerie indipendenti contro lo strapotere di Amazon

04.11.2020 – 09:30 – Il colosso statunitense dell’E-Commerce, Amazon, potrebbe non essere più il leader indiscusso della vendita di libri per via telematica. Negli ultimi mesi, infatti, un nuovo concorrente ha deciso di scendere in campo per togliere a Jeff Bezos il primato. Stiamo parlando di Bookshop.org”, un sito web che permette alle librerie indipendenti (quelle fisiche, presenti nelle nostre città, non appartenenti a catene, ndr) di creare la propria vetrina virtuale, dando l’opportunità ai librai di poter tenere l’intero margine di profitto da ogni vendita (30% ca. del valore di copertina); il tutto con l’aggiunta di un piccolo sconto al cliente e consegne rapide in massimo tre giorni.

L’ascesa di ‘’Bookshop.org’’ sta avendo un grande successo negli USA ed da qualche settimana è attivo anche sul mercato britannico.

L’idea di far nascere un potenziale concorrente per Amazon è nata dalla mente di Andy Hunter, scrittore e cofondatore del sito web ‘’Literary Hub’’, portale specializzato in libri e temi vicini alla letteratura anglosassone. Le librerie sono state nei guai per un po’ a causa della crescita di Amazon che nei primi mesi della pandemia ha davvero accelerato. Amazon è diventato molto più potente, mentre ci sono vecchi negozi che che resistono per sopravvivereha dichiarato Hunter sul suo sito.

Le caratteristiche dell’avvento di Bookshop sul mercato hanno il sapore di quello che viene comunemente chiamato sogno americano; lanciato negli Stati Uniti a fine Marzo, con piani di crescita modesti, a metà del mese di Giugno era già in grado di commerciare libri per un valore di un milione di dollari al giorno. “È stata una corsa sfrenata”, ha spiegato il suo fondatore, “cinque settimane dopo quello che pensavamo sarebbe stato un periodo di sei mesi di lancio, miglioramento e piccoli cambiamenti, all’improvviso abbiamo iniziato a fare affari enormi”.

Partito con 250 librerie affiliate, oggi, dopo otto mesi di vita, i negozi sono oltre 900. “Eravamo quattro dipendenti più il sottoscritto, lavoravamo a casa, ci alzavamo il prima possibile e andavamo a letto il più tardi possibile, cercando di far funzionare tutto, ma lo sforzo è stato estremamente gratificante perché per tutto il tempo abbiamo ricevuto messaggi dai negozi che dicevano: Grazie a Dio ci siete così abbiamo pagato l’affitto e l’assicurazione sanitaria di quest’anno. Bookshop è una “benefit corporation”, ovvero profitto aziendale sì, ma orientato ad avere effetti sull’ambiente, sul territorio o sulla comunità. La nostra mission, infatti, recita: “favorire il bene pubblico contribuendo al benessere della comunità letteraria indipendente”. Tra le regole statutarie, infine, c’è l’obbligo di non vendere mai a grossi rivenditori, Amazon incluso.

”Bookdealer.it”, l’esperienza italiana:

Mentre Bookshop.org conquistava gli States, dall’altra parte del globo, più precisamente in Italia, qualcuno stava già pensando di riproporre la stessa iniziativa in salsa tricolore. Stiamo parlano di ”Bookdealer.it”, la prima piattaforma italiana che riunisce sul web le librerie indipendenti. Il servizio è nato lo scorso 27 Agosto, grazie all’intraprendenza di Leonardo Taiuti (editore), Mattia Garavaglia (libraio torinese), Daniele Regi e Massimiliano Innocenti. Ordinare su Bookdealer è molto semplice; inoltre, non chiede alle librerie alcun tipo di percentuale sul venduto. Al cliente, tuttavia, verrà richiesto un sovrapprezzo per la consegna, una piccola cifra che finirà nelle tasche dei librai, aiutandoli a sopravvivere alle spese quotidiane.