30.6 C
Trieste
domenica, 14 Agosto 2022

Prestiti per i dipendenti pubblici e statali: quali alternative?

22.10.2020 – 11.32 – In caso di difficoltà economica, i dipendenti pubblici possono accedere a diverse tipologie di finanziamento destinato, che comunemente sono individuate come prestiti Inps. Essi costituiscono una valida alternativa alla tradizionale cessione del quinto dello stipendio che in taluni casi può rivelarsi maggiormente vantaggiosa dal punto di vista economico. Occorre tuttavia considerare che le cessioni ed i prestiti Inps presentano una serie di caratteristiche comuni: innanzitutto, in entrambe le ipotesi la “garanzia” viene indirettamente connessa alla posizione lavorativa rivestita dal richiedente, non essendo a tal fine necessario né presentare un garante terzo rispetto al rapporto finanziario e neppure valutare il merito creditizio del debitore; inoltre, la rata mensile non può superare un quinto delle somme nette percepite dal dipendente ed il pagamento avviene mediante trattenuta in busta paga.

Ciò posto, per i soli prestiti Inps la domanda di accesso si presenta mediante compilazione di un modello disponibile presso qualsiasi Ufficio Inps, da depositarsi presso l’amministrazione per cui si lavora. Inoltre, essi possono avere la forma dei prestiti pluriennali oppure del piccolo prestito.

Per richiedere un prestito pluriennale, il dipendente pubblico o statale deve essere iscritto alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie da almeno 4 anni e deve avere pari anni di anzianità di servizio. In caso di allegazione di un contratto di lavoro a tempo determinato, è altresì indispensabile che esso abbia una durata non inferiore a 3 anni e che la durata del prestito non superi tale soglia.

I prestiti pluriennali a loro volta possono essere qualificati come diretti o garantiti, a seconda che vengano erogati direttamente dal Fondo Credito Inps oppure da banche che hanno stipulato apposite convenzioni con l’ente pubblico.
In particolar modo, in caso di prestiti garantiti, l’accesso è condizionato al verificarsi di tutte le condizioni predisposte dalla banca concedente e può durare 5 o 10 anni. Tuttavia, l’Inps non è totalmente esclusa dal rapporto, in quanto interviene, in sostituzione della banca, nell’ipotesi in cui il dipendente perda il posto di lavoro, oppure in caso di morte o sensibile riduzione dello stipendio.
Diversamente, l’accesso ai prestiti diretti, quinquennali o decennali, è subordinato alla sussistenza di comprovate esigenze, tra le quali ad esempio la malattia o l’acquisto di un’automobile.

Invece, il piccolo prestito è un finanziamento di importo e durata contenuti per la cui erogazione occorre essere iscritti alla Gestione Unitaria ed aver regolarmente versato i contributi nei periodi antecedenti alla richiesta.
A solo titolo esemplificativo, nel caso in cui l’importo richiesto fosse pari ad una mensilità di stipendio, esso deve essere restituito in un anno, mentre nel caso in cui la somma prestata dall’Inps fosse pari a due mensilità, la durata è di 24 mesi.
Si tratta generalmente di un finanziamento atto a tamponare una situazione di momentanea emergenza economica del richiedente (per ulteriori approfondimenti su caratteristiche e vantaggi economici dei prestiti per dipendenti pubblici o statali: https://www.calcoloprestito.org/guida/prestiti-dipendenti-statali).

[network]

 

spot_img

Ultime notizie

spot_img

Dello stesso autore