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venerdì, 9 Dicembre 2022

Navi Bianche, boom di demolizioni in Turchia. Non mancano i “colossi” italiani

05.10.2020 – 08.37 – Mentre la crisi – economica e sanitaria – colpisce la Turchia così come la stragrande maggioranza dell’occidente, c’è tuttavia un settore marittimo che sembra al contrario prosperare; ed è quello delle demolizioni di navi. E non barche qualsiasi, ma le famose “navi bianche” sulle quali Trieste, così come ampie parti d’Italia avevano scommesso le proprie economie locali. In una rada della Turchia occidentale cinque navi da crociera stanno venendo smantellate pezzo per pezzo. Lo scorso venerdì operai e lavoratori specializzati hanno abbattuto muri, smantellato finestre, sfondato pavimenti e soffitti di cinque diversi colossi crocieristici nella città di Aliaga, a 45 chilometri a nord della costa occidentale della Turchia. Altre tre navi sono già in lista per la demolizione; e sono nuovamente navi turistiche. Non si tratta di un evento normale, perchè per anni Aliaga smantellava sì navi, ma solamente cargo e container. Il cantiere è noto per la sua “fame” di navi da riciclare; e buona parte del suo successo deriva dall’ignorare completamente le linee guida di Bruxelles in materia di rispetto dell’ambiente.

La crisi crocieristica, che non sembra essersi affatto arrestatasi, complice una ripartenza in Italia molto lenta del turismo causa restrizioni governative, ha aperto per Aliaga un nuovo settore di navi da demolire.
“Dopo la pandemia, le navi da crociera hanno iniziato a dirigersi verso Aliaga in quantità significative – ha raccontato Kamil Onan a Reuters, quale dirigente di un’associazione di industriali impegnati nel riciclaggio delle vecchie navi. “C’è stata una grande crescita nel settore grazie alla crisi. Quando le navi non riescono a trovare impiego, vengono avviate alla demolizione“.
Allo stadio attuale Aliaga è cresciuta fino ad annoverare 2500 operai che impiegano intorno ai 6 mesi per smantellare una singola nave passeggeri.
L’obiettivo turco è di aumentare la quantità di acciaio che viene riciclato arrivando a fine 2020 a 1,1 milione di tonnellate ricavato dalle sole navi nella baia di Aliaga.
“Stiamo cercando di trasformare una crisi in un’opportunità” ha spiegato Onan, il quale ha osservato che persino le parti non metalliche dell navi vengono riciclate, con numerosi compratori provenienti dal settore alberghiero-turistico.

Tra le navi avviate alla demolizione c’è la Carnival Fantasy (1990) di Carnival Cruise Line e la Monarch e la Sovereign di Pullmantur Cruiceros, compagnia spagnola che ha chiuso definitivamente a causa della crisi del Covid-19. Ma il comunicato di Reuters si spinge oltre e menziona esplicitamente anche “navi dall’Italia“, senza però rivelarne i nomi. Nel caso della Carnival Fantasy, quest’ultima era stata ristrutturata per tornare in servizio appena un anno addietro. Dati su cui riflettere specie considerando come l’aggravarsi della crisi sanitaria danneggerà ulteriormente il settore fino alla prossima primavera 2021.

Fonti: Reuters, Cruise ship dismantling booms in Turkey after pandemic scuttles sector

[z.s.]

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Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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