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sabato, 28 Maggio 2022

Coronavirus, il contagio ha preso grande velocità. Quali gli scenari possibili? L’opinione

19.10.2020 – 15.10 – In Italia l’epidemia da Coronavirus sta accelerando: si è entrati in una fase acuta. La curva nazionale dei positivi sta salendo molto veloce, e nel giro di pochi giorni raggiungerà il picco precedente e, presumibilmente, lo supererà di slancio, perché è in piena crescita. Per pronta evidenza sono messe a confronto le curve di ieri con quella del del 5 settembre; non sono necessari commenti. Sono stati riportati focolai nella quasi totalità delle province e per la prima volta si segnalano elementi di criticità elevata relativi alla diffusione del virus nel nostro Paese. C’è un progressivo peggioramento dell’epidemia di Sars-CoV-2 che continua da undici settimane: la riapertura delle attività lavorative nelle città, quella delle scuole e delle università, e il ritorno in massa sui mezzi pubblici hanno favorito questa veloce ripartenza dei contagi.

La maggior dei contagi parte continua a verificarsi in ambito famigliare (80,3 per cento); la famiglia, infatti, viene normalmente percepita come il luogo più sicuro, in cui si è meno portati ad adottare misure atte a preventive il contagio. La scuola in se non sembra essere la causa principale di questo aumento, grazie alle misure adottate, ma sono le attività extra-scolastiche di contorno che possono essere causa di catene di trasmissione per il ridotto o assente rispetto delle consuete misure di prevenzione.
Il tutto si riflette in un aggravio di lavoro sui servizi sanitari territoriali. Il virus oggi circola in tutto il paese e l’Rt (rappresenta il numero medio delle infezioni prodotte da ciascun individuo infetto) calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,17 [questo indicatore può permettere di valutare l’efficacia nel tempo delle contromisure adottate per limitare la diffusione e fa parte di un insieme di altri indicatori utilizzati dagli studiosi e dai servizi di prevenzione NdR]. Lo scopo è ottenere che Rt sia inferiore a 1, posto che all’inizio dell’epidemia l’Rt del Coronavirus ha sfiorato i valori di 3 e 4. A giugno, Rt era rassicurante, attorno allo 0,50 ed in calo, mentre ora è in crescita costante; a Milano Rt questa settimana è uguale a 2. Abbiamo di fronte 3 scenari:

  • il primo scenario. Vede una situazione di trasmissibilità intensa ma gestibile dal sistema sanitario nel breve e medio periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente compresi tra Rt=1 e Rt=1,25. Un’epidemia in questa fase, con questa trasmissibilità potrebbe essere caratterizzata da una costante crescita dell’incidenza di casi con un aumento controllato dei tassi di ospedalizzazione e dei ricoveri in terapia intensiva. La crescita del numero di casi potrebbe essere relativamente lenta, senza comportare un rilevante sovraccarico dei servizi assistenziali per almeno 2-4 mesi. Si arriverebbe a febbraio 2021 superando la fase più critica rappresentata;
  • il secondo scenario. Questo è purtroppo quello verso il quale si sta andando. Una situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo, con valori di Rt regionali compresi tra Rt=1,25 e Rt=1,5. Un’epidemia con queste caratteristiche di trasmissibilità è caratterizzata da una più rapida crescita dell’incidenza di casi rispetto allo scenario 1, e potrebbe comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 2 o 3 mesi;
  • il terzo scenario. Situazione di trasmissibilità fuori controllo con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo, con valori di Rt maggiori di 1,5-2. Uno scenario di questo tipo potrebbe portare rapidamente a una numerosità di casi elevata con sovraccarico dei servizi assistenziali entro 1-1,5 mesi, con perdita della capacità di tracciare l’origine dei nuovi casi e monitorare le misure quarantenarie da parte dei servizi territoriali. Quindi il sistema potrebbe entrare in crisi prima di Natale. Una situazione simile porterebbe a molteplici misure restrittive di contenimento nei territori interessati, anche perchè un nuovo lockdown generalizzato sembra comunque estremamente improbabile.

Stiamo andando incontro a quello che abbiamo visto accadere in paesi vicini come la Francia, la Spagna o l’Inghilterra quindi è prevedibile che anche nelle prossime settimane assisteremo a un continuo innalzarsi del tasso di infezione che continuerà durante i mesi invernali. Ci sono però delle variabili ancora favorevoli:

  1. Se l’epidemia dovesse continuare a diffondersi prevalentemente tra le classi di età più basse, come osservato nel periodo luglio-agosto 2020, e si riuscisse a proteggere le categorie più fragili (anziani, soggetti con pluripatologie e via dicendo), il margine di tempo concesso entro cui intervenire potrebbe essere più lungo, vista la maggiore resistenza al virus dei giovani, che non solo si ammalano meno ma tendono a rimanere asintomatici;
  2. La variabilità quotidiana del numero complessivo di tamponi naso faringei molecolari effettuati, influenza la stabilità dei dati. Se vengono fatti 100,000 tamponi e trovo 6.000 positivi significa che se ne vengono effettuati invece 500.000 ne troverò 30.000, senza per questo indicare un aggravamento dell’epidemia stessa.
  3. Inoltre ci sono persone alle quali vengono fatti più tamponi che risultano positivi e che possono quindi essere conteggiati più volte, aumentando quindi in modo fittizio il totale;
  4. I positivi vengono individuati con un’attività di tracciamento, mentre in passato arrivavano all’osservazione del Pronto Soccorso o del Sistema 118;
  5. I soggetti positivi non sono necessariamente ammalati, come ormai ben sappiamo, e attualmente solo l’1% presenta quadri clinici critici.
  6. I ricoveri in terapia intensiva, sebbene in aumento, sono ancora sotto controllo e sono meno numerosi della scorsa primavera quando si era arrivati ad un massimo di 4.068. Attualmente la percentuale di saturazione dei posti letto, che in Italia ammontano circa a 6,500 a seconda delle fonti, è al 9,8 per cento;
  7. Complessivamente il tasso di letalità apparente in Italia è in costante diminuzione: a marzo era superiore al 15 per cento e ora è al 9,3 per cento.

Difese. Bisogna evitare quanto più possibile situazioni che possano favorire la trasmissione, quali aggregazioni spontanee e programmate o eventi e iniziative a rischio, in luoghi pubblici e privati per evitare un ulteriore peggioramento che potrebbe richiedere restrizioni territorialmente diffuse o altre misure di mitigazione come il coprifuoco. Deve essere inoltre garantito il consueto, rigoroso, rispetto di tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione, quali il lavaggio delle mani, l’uso delle mascherine ed il distanziamento fisico. Inoltre è consigliabile l’uso della comune varechina, al 5 per cento, che si acquista ovunque ed è efficacissima per la disinfezione quotidiana di superfici, maniglie, interruttori della luce, pulsantiere, corrimani e rubinetterie. È molto utile inoltre arieggiare gli ambienti più volte al giorno. La vaccinazione antinfluenzale nei soggetti a rischio per patologia o per età è assolutamente consigliata.

Fulvio Zorzut

[f.f.]

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