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domenica, 14 Agosto 2022

Business all’estero, conviene ancora?

03.10.2020 – 10.25 – Se il vero salvagente per le imprese italiane è l’export, c’è da chiedersi come mai solo una minoranza delle aziende investano oltre confine. Secondo alcuni studi, sarebbero infatti ben il 61 per cento quelle che ancora non hanno un mercato estero, e solo il 14 per cento di queste possono attualmente dirsi pronte a compiere questo passo nei prossimi anni. Per salvaguardare il business del Bel paese è quindi sempre più necessario spingere a investire su un mercato più ampio.

Cosa serve per un business all’estero. Nonostante allargare il proprio business all’estero sia sempre più necessario, concretizzare effettivamente questa esigenza potrebbe non essere così semplice. Come prima cosa occorre conoscere il territorio: nel pianificare di aprire un’attività oltre confine, difatti, è possibile chiedere il supporto dell’Istituto Nazionale per il commercio. Proprio attraverso quest’ultimo sarà possibile reperire tutte le informazioni necessarie per valutare la situazione sociale ed economica del paese prescelto. Nel caso in cui il budget lo consenta, un altro consiglio da tenere in considerazione è quello di preferire un’attività già esistente, provvedendo a rilevarla, invece che correre il rischio maggiore di iniziarne una dal nulla. Anche la lingua potrebbe costituire un vero e proprio ostacolo. Si tratta di una barriera che potrebbe essere molto complicata da superare: meglio decidere di farsi affiancare da aziende che propongono traduzioni professionali come Global Voices, in modo tale da riuscire a integrarsi al meglio in un nuovo contesto. Si eviteranno possibili fraintendimenti linguistici, cementando partnership importanti grazie alla lingua comune. È inoltre indispensabile fare un vero e proprio piano preventivo, che stabilisca quanti liquidi potrebbero occorrere per realizzare un determinato progetto e le reali disponibilità di investimento disponibili. Questo per capire quale idea di impresa possa risultare concretamente conforme alle proprie possibilità.

Conviene un business all’estero. Avviare un proprio business all’estero può certamente convenire, ma non sempre basta che il costo della vita sia basso e che nel paese prescelto si applichi una diversa tassazione. Affinché l’attività in questione abbia successo, è necessaria la valutazione di molte altre variabili. Come prima cosa è essenziale intraprendere il proprio progetto ben preparati, ecco perché sarà il caso di studiare un marchio, che funga da segno distintivo e riconoscitivo. Indispensabile al fine è anche provvedere a una tutela di quest’ultimo tramite l’opportuna registrazione, volta a evitare che qualcuno possa sfruttare l’identità di una nuova e fiorente attività. La relativa procedura, potendo risultare complicata, dovrà essere svolta con l’ausilio di professionisti che possano offrire una consulenza precisa. Sono in molti che oggi ancora si chiedono dove convenga importare il proprio giro d’affari, e se prima anche nella stessa Europa vi erano dei mercati ancora decisamente floridi di opportunità, oggi il vero centro di interessi si è spostato in oriente. Proprio per questo motivo i paesi più indicati allo stato attuale per intraprendere questa scelta risultano essere la Cina e Singapore, e tra i primi dieci rientrano anche la Danimarca e la Norvegia. Tutti territori molti distanti dalla cultura italiana, che però sanno offrire grandi opportunità di business.

[f.f.]

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