Whirlpool Napoli chiude i battenti: a rischio il lavoro di 1400 persone

31.10.2020 – 12.15 – La multinazionale Whirlpool, leader mondiale nella produzione delle lavatrici e elettrodomestici, ha ufficializzato la chiusura definitiva dello stabilimento di Napoli per mancanza di prospettive industriali future. Dal 1° novembre 2020, la fabbrica cesserà a Napoli le proprie attività produttive – ma gli stipendi saranno garantiti fino al 31 dicembre 2020 -, ha confermato Marc Bitzer, amministratore delegato della Whirlpool. Il premier Conte ha rassicurato che il governo “farà qualsiasi cosa”; “abbiamo dato massima disponibilità al board americano di Whirlpool – ha detto il premier durante la riunione con i sindacati – abbiamo proposto incentivi e una decontribuzione al 30%, garanzie Sace. Ma Whirlpool non riesce a creare nessuna prospettiva per questo stabilimento nella competizione globale. Abbiamo provato tutto”, riporta napoli.repubblica.it.

Nel mese di ottobre 2018, un accordo è stato raggiunto tra il governo Conte e la società statunitense Whirpool per un piano industriale di investimento triennale 2019-2021, e il Governo si impegna ad accompagnare il piano con la cassa integrazione straordinaria fino al 31 dicembre 2020. Come riporta repubblica.it, il piano “prevede un investimento di 250 milioni nei prossimi tre anni nei siti industriali presenti nel nostro Paese, con il trasferimento nello stabilimento di Comunanza della produzione di lavatrici e lavasciuga da incasso attualmente attiva in Polonia, e la salvaguardia dei lavoratori”.

Secondo il quotidiano mediterraneocronaca.it, “Tra operai, dirigenti Whirlpool Italia s.r.l. e indotto, la chiusura del sito di produzione di Napoli comporterebbe una perdita di lavoro di circa 1.400 persone (oltre 400 diretti, circa 500 indiretti tra fornitori di prodotti e servizi ed altri 500 che operano grazie alla presenza dello stabilimento). La conseguenza sarebbe quindi devastante”. In caso di chiusura definitiva, rimarrebbero in Italia 5 stabilimenti Whirpool: Cassinetta (VA); Siena; Melano (AN); Comunanza (AP); Carinaro (CE).

La segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile elettrodomestico, Barbara Tibaldi, sostiene che “Il Governo deve essere garante del rispetto dell’accordo del 2018 con il mantenimento della produzione di lavatrici a Napoli” e “confermare anche per Whirlpool il blocco dei licenziamenti, per scongiurare che dal 31 ottobre le lavoratrici e i lavoratori di Napoli perdano il proprio posto di lavoro”, ha riportato ilfattoquotidiano.it.

Come una doccia fredda, la  notizia è arrivata ai lavoratori di Whirlpool, che hanno subito reagito con una protesta di occupazione delle autostrade che portano allo stabilimento. Molte sono anche le indignazioni dei sindacati e persino dell’Esecutivo nazionale, come nel caso del ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano, il quale ha sottolineato che “il Governo ha messo in campo strumenti unici, arrivando ad offrire un pacchetto da oltre 100 milioni alla multinazionale tra taglio del costo del lavoro, fondo perduto, fondo per le crisi d’impresa, fiscalità di vantaggio e prestiti garantiti”. Per il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, si tratta di “una decisione grave e inaccettabile sia per quanto riguarda l’irrilevanza dei mutamenti economici di questi ultimi mesi sia a fronte delle politiche messe in campo dal governo”.

Ad oggi, l’azienda statunitense Whirlpool ha detto no a qualsiasi incentivo possibile messo sul piatto dal governo. Perciò, la vertenza alla multinazionale rimane per ora l’unica strada da percorrere.

c.a