Ma fatto così, serve? Coronavirus e semi-lockdown di ottobre, l’opinione

27.10.2020 – 17.53 – La situazione della pandemia peggiora, con Rt uguale a 1,50. Rt è il tasso di riproduzione che indica quanti casi secondari un infetto può contagiare, e dipende dalla probabilità di trasmissione per singolo contatto tra una persona infetta ed una suscettibile, del numero dei contatti che ha una persona infetta e della durata dell’infettività del virus. Il tasso di saturazione delle terapie intensive è oggi al 19,7 per cento con un incremento giornaliero dell’1 per cento. In Italia, le terapie intensive sono circa 6500, ma servono anche per le altre patologie acute come incidenti, infarti, ictus; c’è quindi una soglia di allerta al 30 per cento di posti letto occupati.

Il rapporto fra tamponi effettuati e nuovi positivi è in crescita velocissima: ora al 21,6 per cento, come l’aumento del numero delle repliche virali isolate sui tamponi effettuati. Per capirsi, in estate venivano amplificate di media circa 35mila repliche (pochissimo o affatto infettanti), mentre ora la media è di circa 1 milione. Inoltre l’elevato numero di tamponi, paradossalmente, rende impossibile il tracciamento dei contatti e la gestione dei focolai, sia per i troppi positivi quotidiani che per il poco personale con esperienza specifica nei servizi territoriali, per cui l’App Immuni è di fatto già inutilizzabile. In regione Friuli Venezia Giulia l’incremento dei casi segue e replica quello nazionale, e così anche nelle 4 province, con un aumento ora incontrollato. Purtroppo questo andamento ormai continuerà fino a primavera, con l’aggravante dell’arrivo, a fine dicembre, dell’epidemia influenzale, che sarà confondente e metterà in crisi l’attività dei medici di famiglia e dei pediatri e del pronto soccorso per le diagnosi differenziali. Inoltre, al di là delle dichiarazioni di facciata, non c’è alcuna garanzia di quando e se si potrà disporre di un vaccino anti Coronavirus che sia efficace e sicuro.

Ciò premesso, le misure proposte dal governo con l’ultimo DPCM sono discutibili e inefficaci dal punto di vista medico, in quanto frutto di compromessi fatti con il bilancino tra epidemia, attività produttive ed esigenze di consenso, e non vanno ad incidere sulla diffusione reale del virus ma sulla libertà personale dei cittadini. L’epidemiologia descrittiva inevitabilmente sconfina anche in valutazioni extra scientifiche, sfiorando il campo politico. Vediamo alcune considerazioni:

  1. Viene ufficialmente sancito che dopo le 18 il virus è più aggressivo e diffusivo mentre dopo le 5 del mattino, ridiviene più mite e non ci sono problemi a circolare, tranne che alla domenica, in cui non ci sono problemi;
  2. Si scopre che in palestra e piscina si rischia di più il contagio che in un ristorante, bar, pizzeria, pub affollato, ad esempio all’ora di pranzo;
  3. Al tavolo in ristorante si può stare prima in sei, ora in quattro, ma solo fino alle 18, in realtà dovendo correre a casa prima per non incappare nei controlli stradali e tenendo ben stretto lo scontrino fiscale come prova;
  4. Non si menziona lo spazio a disposizione, né il numero di ricambi d’aria in ambienti climatizzati. Le persone possono stare sedute ad un tavolo da dodici oppure vicine un metro;
  5. Le consumazioni in piedi sono consentite solo fino ad una certa ora, perché nuovamente il virus ridiventa evidentemente più aggressivo in ore serali, soprattutto stando in piedi;
  6. A casa propria si può mangiare la pizza in sei, in cinque nessun problema, ma in sette scoppia il rischio contagio e qualche ministro si lascia sfuggire che le delazioni dei vicini possano essere raccomandabili; viene spontaneo un paragone con la DDR degli anni fra i Sessanta e gli Ottanta, dove c’erano i capi condominio che riferivano alla STASI, la polizia politica, di eventuali comportamenti non ortodossi;
  7. In alcune regioni viene reintrodotta un’auto dichiarazione associata alla ormai consueta multa dai 400 ai 3mila euro;
  8. I mezzi pubblici, autobus, treni, metro invece possono essere sovraffollati a prescindere, e poiché non si possono aumentare il numero delle corse o dei mezzi, è consentita la massima tolleranza e il rischio contagio viene di fatto escluso con un generico invito a “non usarli”, ma bisogna spiegarlo ai pendolari;
  9. Si reintroduce la didattica a distanza per le scuole superiori tramite PC e connessioni Wi-Fi, quando già in primavera era emerso che circa il 30 per cento delle famiglie, in certe zone di Italia, non è attrezzata in tal senso;
  10. I posti letto in terapia intensiva la cui carenza è la causa reale di questo affannoso susseguirsi di DPCM, non sono stati incrementati a livello nazionale in modo significativo, durante la tregua dei mesi estivi. Il Friuli Venezia Giulia è una felice eccezione;
  11. Ci si è accorti che per un posto letto ci vogliono medici e infermieri altamente specializzati, “intensivisti”, su turni di 24 ore, e ne mancano almeno 4000, a seconda delle fonti, ma in Italia non ci sono e non si formano in pochi mesi. Niente ricambio generazionale, con pensionamenti di sanitari in massa per raggiunti limiti di età;
  12. Quindi la colpa di tutto ciò sono i comportamenti sociali degli italiani, vacanzieri, ballerini, nottambuli, festaioli domestici, ammalati di movida o di sport amatoriali. Non le mancanze pluridecennali previsionali e operative delle classi politiche, che si sono succedute al governo e che non hanno investito in terapia e prevenzione.

Fulvio Zorzut

[foto: Davide Zugna]