Fedriga e Sindaci Fvg su Dpcm: senza sinergia “Fallimento comune”

27.10.2020 – 13.30 – Una situazione complessa e delicata quella che si può osservare negli ultimi giorni, a seguito delle misure introdotte dal nuovo Dpcm del Governo.
Un argomento intricato che, mai come ora, vede il grido disperato della comunità, in particolar modo degli esercenti che, a gran voce, chiedono una modifica delle disposizioni messe in atto a partire da ieri, lunedì 26 ottobre.
Questo il tema centrale della conferenza svoltasi oggi, martedì 27 ottobre, convocata dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga.
Nel corso dell’incontro sono intervenuti i sindaci dei capoluoghi Roberto Dipiazza (Trieste), Alessandro Ciriani (Pordenone), Rodolfo Ziberna (Gorizia) e Pietro Fontanini (Udine) e il presidente dell’Anci, Dorino Favot, in merito alle misure del nuovo Dpcm e alle possibili manovre che verranno messe in campo dal Friuli Venezia Giulia con maggiore sinergia possibile.
Ad aprire l’incontro è Massimiliano Fedriga, tracciando le linee generali delle volontà e dei punti di vista della Regione, sottolineando come “Abbiamo deciso di fare questa conferenza per fare il quadro della situazione e raccontare le proposte che abbiamo avanzato al Governo”.

“Le misure messe in campo con l’ultimo Dpcm nascono da una primo incontro tenutosi con i Ministri Boccia e Speranza e, una volta arrivato il piano, la Conferenza delle Regioni ha avanzato proposte di modifica.
Si rischiano di penalizzare fortemente alcune categorie economiche – prosegue il Presidente – non avendo per giunta un risultato concreto di lotta alla pandemia.
Questo lo dico perché ho paura che ci sarà un aumento di contagi e, al contempo, avremo categorie economiche che rischiano di avere un contraccolpo difficile da assorbire.
Tutti mi hanno chiesto di poter lavorare – dichiara Fedriga – non mi hanno chiesto sussidi, ma ci hanno chiesto di poter operare nella loro professione.
Dal mio punto di vista se si vogliono portare avanti delle misure del genere, bisogna mantenere razionalità ed equilibrio“.

“In questo momento non sto accusando nessuno, sto solo cercando di fare un appello al buon senso, poiché siamo disponibili a collaborare con il Governo, ma le misure devono essere eque, comprensibili e condivise anche dai cittadini.
Io sono preoccupato dalla tenuta sociale del paese – rincara il Governatore – rischiamo che, se non ci muoviamo in sinergia con la nostra popolazione, non soltanto faremo danni economici ma non avremo nessun risultato alla lotta alla pandemia.
Sto avendo un’interlocuzione con i rappresentati del Governo: dobbiamo lavorare insieme, se no avremo un fallimento comune“.

“Nella mia lunga vita da Sindaco ho sempre ottemperato a ordinanze e leggi, ma credo che il Governo abbia esagerato – esordisce con forza il Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza – questa chiusura dalle 18 in poi, per fare un esempio, ha creato delle problematiche enormi.
Semplicemente vedo la disperazione della comunità, le persone non hanno risorse, dovremmo agire tutti insieme per modificare queste misure.
Sono sempre dell’idea che è necessario distinguere tra le diverse regioni: perché ogni territorio ha le sue caratteristiche e, conseguentemente, problematiche”.

Si discosta dagli altri l’intervento di Pietro Fontanini, Sindaco di Udine, segnalando due questioni: “Nel Dpcm all’articolo 12 si parla delle manovre di salvaguardia, nel quale si riconosce le specialità delle Regioni.
Io quindi cercherei – afferma Fontanini – attraverso la specialità del Fvg, di applicare sul nostro territorio misure diverse, provando a modulare le scelte prese a Roma, facendo forza del nostro statuto.
Un’altra questione riguarda un parametro sulle zone di contenimento: parlo dell’RT 1,5: chi lo supera deve adottare misure di contenimento.
Chi è in una situazione ottimale dovrebbe continuare ad operare, con maggiore libertà rispetto chi ha caratteri epidemiologici più gravi”.

“C’è da dire che è assolutamente fuori dubbio che tutti i sindaci hanno come priorità la salvaguardia del benessere della popolazione – esordisce Rodolfo Ziberna, Sindaco di Gorizia – siamo però consapevoli che, in un momento di emergenza come quello che stiamo vivendo, è necessario lavorare in maniera sinergica e consapevole: non possono essere applicate le stesse misure per tutta la Penisola.
Per fare un esempio, se a Trieste nevica certamente non applico in tutta Italia l’uso dei piumini: i diversi territori hanno diverse necessità.
Non comprendo come – prosegue Ziberna – nonostante il fatto che le attività siano scrupolose nel rispetto delle misure, siano costrette a chiudere.
Queste restrizioni sono strumenti inutili e provocano l’allontanamento dei cittadini dalle Istituzioni “.

Della stessa idea anche il Sindaco di Pordenone, Alessandro Ciriani che promuoverebbe un maggior potere decisionale nelle mani delle regioni, sottolineando come “La questione è di contemperare la situazione sanitaria con quella economica.
Quello che chiediamo è la possibilità di unire le nostri voci per arrivare con maggior forza al Governo: a mio avviso alcune misure contraddittore insite all’interno del Dpcm sono incomprensibili.
Da mesi gli operatori del mondo della cultura, degli impianti sportivi, del commercio hanno applicato rigorosamente ogni linea guida e protocollo – prosegue il Sindaco di Pordenone – ma ci ritroviamo in un mondo fatto di chiusure e difficoltà, con conseguenze economiche ingenti.
Dunque diciamo sì alla sicurezza, sì alla prudenza ma no al terrorismo”.

A concludere il ciclo di interventi è Dorino Favot, Presidente dell’Anci, rinnovando la “Preoccupazione enorme da parte di tutte le autonomie locali rispetto a questa situazione estremamente delicata.
Bisogna riconoscere che non c’è stata una interlocuzione corretta tra Governo e Regioni e i risultati si possono chiaramente osservare”.

[c.c]