Ponterosso, 550 oggetti (e un drone) rinvenuti sul fondo del Canale

19.10.2020 – 17.49 – Lattine, bottiglie, menù plastificati dei locali, vasi da fiori e poi oggetti di ogni genere caduti dalle imbarcazioni. L’annuale pulizia del canale di Ponterosso di Trieste non ha svelato particolari novità, se non per l’immensa quantità di materiale ritrovato: cinquecentocinquanta oggetti di vetro e plastica. Tra il materiale più bizzarro si segnala anche un drone “annegato” nel Canale; forse l’esito di un volo sfortunato da parte del suo possessore.
La pulizia dei fondali è stata effettuata lo scorso sabato 17 ottobre a Trieste nell’ambito del progetto pilota “aMare fvg“.
“Questi numeri, sommati alla grande presenza di volontari di svariate associazioni ambientaliste, sportive e animaliste, vanno premiati e quindi la Regione prorogherà il progetto per almeno la prima parte del 2021” ha reso noto l’assessore alla Difesa dell’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro, commentando l’esito della raccolta.

Con il progetto pilota “aMare fvg” la Regione vuole favorire la raccolta dei rifiuti che vengono accidentalmente raccolti in mare durante le attività di pesca e occasionalmente da diportisti e associazioni di volontariato nell’ambito di specifiche iniziative di pulizia degli specchi d’acqua e dei fondali.
“Le due raccolte ai Topolini e in Ponterosso hanno dimostrato – sottolinea Scoccimarro – come vi sia grande voglia da parte degli appassionati e amanti del mare di mandare messaggi di sensibilizzazione per affrontare il problema dell’inquinamento marino, che va assolutamente fermato per garantire la salubrità dell’acqua, elemento vitale”.

“Molti Comuni oltre a quello di Trieste hanno chiesto di aderire al progetto, ma c’erano problemi legati al servizio di differenti gestori dei rifiuti – spiega l’assessore -. Quindi per il 2021 ho deciso di predisporre una norma che superi il progetto pilota a ridosso della prossima estate così da permettere a tutti i Comuni rivieraschi di predisporre progetti specifici per le loro coste assieme ai gestori del servizio rifiuti e le associazioni locali”.

[i.v.]