Immaginario Scientifico al Magazzino 26. Inaugurato il nuovo museo divulgativo

14.10.2020 – Nato negli anni Ottanta come “Imaginaire Scientifique” dall’idea del fisico Paolo Budinich, che voleva raccontare la scienza attraverso le immagini in un epoca nella quale era vissuta dai non addetti ai lavori come qualcosa di distante (e lo fece nel 1986, a Parigi, all’interno della rassegna “Trouver Trieste”, l’Immaginario Scientifico, primo nucleo di museo scientifico interattivo in Italia, è parte del tessuto d’istruzione, divulgazione e conoscenza della città già dal 1988. Ospitato nel corso della sua storia da più di una struttura e sede (l’ultima sede triestina, prima dell’attuale trasferimento, già dal 1999, quella di Grignano, come ospite del centro di fisica teorica ICTP), si è spostato ora ufficialmente, dopo il taglio del nastro inaugurale venerdì scorso 9 ottobre da parte delle autorità (che ha suggellato la fine della prima tranche di lavori d’allestimento), in Porto Vecchio, nella parte centrale del Magazzino 26.

In Immaginario Scientifico Science Center convergono contenuti e realtà divulgative scientifiche provenienti da Area Science Park, Elettra Sincrotrone, dal centro per l’ingegneria genetica e biotecnologia Icgeb, dal centro di fisica teorica Ictp stesso, dall’osservatorio astronomico di Trieste Inaf, dall’istituto nazionale di fisica nucleare Infn, da oceanografia Ogs, dalla scuola internazionale di studi avanzati Sissa, dall’accademia delle scienze Twas e dall’Università degli Studi di Trieste. Trieste città della scienza per davvero: un crogiolo di ricerca, sperimentazione e teoria sviluppatosi già dagli anni Sessanta e che ha permesso in particolare negli ultimi vent’anni, in un ambiente nel quale la dimensione più importante è quella umana, a studiosi provenienti da tutto il mondo di incontrarsi, arricchire le proprie capacità, integrare le proprie culture. Immaginario Scientifico è un museo pensato come quelli che hanno reso famose le città del nord Europa e dell’Inghilterra, fatto di ‘toccare e non guardare’ piuttosto del contrario, dove il cuore di tutto è interagire con le cose che si vedono e gli esperimenti dimostrativi messi a disposizione; e soprattutto per i più giovani, non c’è niente che possa essere più affascinante dell’essere all’interno di un esperimento scientifico nel quale il racconto della scienza vissuto in modo attivo li immerge.

Determinante il contributo in termini di sostegno all’iniziativa da parte di aziende sia del territorio che di dimensione internazionale: AcegasApsAmga di Hera, Illy, Siad con i suoi temi legati alla trasformazione e purificazione dell’acqua, Saipem con la propria esposizione permanente dedicata alle tecnologie marine, Esteco), di fondazioni come Casali, CRTrieste e Pittini, e del Ministero per l’Istruzione e la Ricerca.

Immaginario Scientifico Science Center occupa circa 3mila metri quadrati consegnati alla direttrice Serena Mizzan e al presidente dell’istituzione Mario Bucher, attraverso l’affidamento delle chiavi, dal Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza a nome del Comune (proprietario del Magazzino 26), con l’intervento degli assessori Elisa Lodi per i lavori pubblici e Giorgio Rossi per cultura, sport, turismo ed eventi. Manifestazione di forte sostegno e ringraziamento nei confronti di chi ha reso possibile l’iniziativa dal punto vista scientifico e imprenditoriale anche da parte del governatore della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che ha partecipato alla cerimonia del taglio del nastro.
Immaginario Scientifico Science Center è una delle iniziative che qualificano l’impronta data dal Comune di Trieste alla visione dell’area futura del nuovo Porto Vecchio: riuso dei volumi e degli edifici dismessi da decenni per la creazione di spazi che possano ospitare contenuti scientifici con nuove e diverse modalità di fruizione rispetto ai musei tradizionali, il tutto orientato ai giovani, ma senza dimenticare nessun età, e al turismo culturale. Propone al pubblico tre sezioni: “Trieste e la scienza” che fa da ponte fra la scienza che nasce e si sviluppa a Trieste, città in cui e il visitatore, “Fenomena” per far scoprire le leggi della scienza che regolano il movimento, i fluidi, l’elettromagnetismo e l’elettricità, e “Innova”, che racconta di come la scienza diventi innovazione, incontri l’impresa e si esprima proprio nelle realtà industriali del territorio del Friuli Venezia Giulia in particolare e di tutta Italia su un orizzonte più ampio; alle tre sezioni si affiancano due zone speciali, “Imaginaire Scientifique” che rilegge proprio la mostra di Parigi voluta da Paolo Budinich per raccontare la scienza a tutti – ricco di tecnologie audio e video espresse in una sala multimediale – e “Planetario”, un planetario digitale per osservare la volta celeste da vicino. Dei tre chilometri quadrati fatti di scienza e immaginazione sarà possibile visitarne per ora circa uno, al piano terra; il resto verrà aperto al pubblico nella primavera dell’anno prossimo, 2021.

[r.s.]