Scuola, scontro presidi vs ASL sull’obbligatorietà del certificato medico

14.09.2020 – 08.00 – I medici “di famiglia” e il settore pediatria rischiano, quest’autunno, di restare “sommersi” di richieste per i certificati medici a causa delle difficoltà interpretative delle norme anti Covid-19 per il rientro a scuola.
La questione concerne l’obbligatorietà o meno dei certificati medici dopo un’assenza dell’alunno superiore ai tre giorni. Le linee guida di inizio agosto prevedevano inizialmente l’obbligatorietà del certificato; successivamente, però, si è preferito toglierla nell’allegato “D” dell’ultimo Dpcm.
Tuttavia la stragrande maggioranza dei presidi del Friuli Venezia Giulia ha chiaramente stabilito che un certificato sarà necessario; si mira infatti a garantire nelle scuole la massima sicurezza. Le Aziende sanitarie locali, così come i medici di base, sono va da sé contrari, perchè in un autunno che si preannuncia già delicato non è realistico pensare di dover rilasciare centinaia di certificati per malattie slegate dal Covid-19.
La situazione giuridica appare certamente ingarbugliata; tanto più che in Friuli Venezia Giulia una norma locale risalente al 2005 consente il rientro in classe dopo l’assenza senza la certificazione medica.
“Ci auguriamo – riporta Il Gazzettino, citando l’Asl pordenonese – che arrivi al più presto un chiarimento definitivo e che si propenda per la prevalenza della norma regionale”.
La legge è invece chiara nel caso di un tampone positivo al Coronavirus; in quel caso il rientro è concesso solo dopo un doppio tampone post quarantena con esito negativo.