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mercoledì, 7 Dicembre 2022

Pannelli solari e manutenzione: sono davvero autopulenti?

01.09.2020 – 10.45 – In un mondo che si appresta a diventare via via sempre più Green, con scelte volte alla salvaguardia e alla tutela dell’ambiente, sono sempre di più le persone che optano per l’installazione di un impianto fotovoltaico nelle proprie abitazioni. Nonostante l’investimento iniziale possa essere elevato, oltre a risultare una scelta maggiormente ecosostenibile, esso permette in realtà di avere benefici economici pressoché immediati. Tuttavia, un aspetto fondamentale che non va mai sottovalutato, è che questi sistemi necessitano di una manutenzione e pulizia professionale periodica al fine di garantirne il corretto funzionamento al cento per cento delle loro potenzialità.
A chi ha installato un impianto di questo tipo sarà capitato, con il passare dei mesi, di avere notato un calo in termini di efficienza. La prima cosa che si è portati a fare è ovviamente contattare l’installatore, tuttavia, talvolta sarebbe invece più appropriato chiamare una ditta di pulizie specializzate.
Infatti, nel novanta per cento dei casi il malfunzionamento dell’impianto deriva in realtà da un problema causato dallo sporco depositato. Ne parliamo con Edoardo Fabiani che con la sua impresa, Omniservice, opera da molti anni nel campo della pulizia e della disinfezione.
Molto spesso quando si chiede al proprio rivenditore o installatore in che cosa consista la manutenzione di un impianto fotovoltaico, la risposta che viene generalmente data è che essi siano autopulenti, o che comunque si puliscano grazie alle piogge e che il generatore non necessita di manutenzioni, se non di un’occasionale pulizia tramite un panno bagnato in caso di eventuali zone polverose.
Ma è davvero così? La realtà, come sempre, sta nel mezzo. Particelle di sporco, di polvere e di olio sospese nell’aria e nell’atmosfera vengono infatti trasportate dal vento e con la pioggia cadono sui pannelli solari, spiega Fabiani. Per quanto quest’ultima effettivamente rimuova una certa parte delle impurità presenti, al contempo ne deposita anche di nuove. Ne consegue che l’impurità andrà a “bloccare” una parte di luce solare che, in tal modo, non sarà più disponibile per la produzione di energia elettrica.

Ecco dunque che lo sporco depositato, sul lungo periodo, diviene uno dei principali motivi per cui si potrebbe verificare un malfunzionamento dell’impianto e quindi una drastica riduzione delle prestazioni. Uno studio realizzato presso l’Università di Boston, analizzando dei pannelli rivestiti di un leggerissimo strato di polvere, a tal proposito ha infatti rilevato che “uno strato di polvere di 4 grammi per meno di un metro quadrato diminuisce la conversione dell’energia solare del quaranta per cento” spiega Malay K Mazumder della Boston University.

Tra i prodotti migliori da utilizzare per la la pulizia dei pannelli solari, spiega Fabiani, ce ne sono di diversi. Uno dei migliori è quello prodotto dall’azienda Kemika, “Neoglass”: si tratta di un detergente sgrassante a pH neutro per la pulizia dei vetri con la stecca, esente da sali, e che deterge i vetri senza lasciare residui, consentendo alla stecca di scivolare rapidamente. Neoglass, inoltre, tramite la formazione di una schiuma evita che la soluzione detergente scivoli troppo rapidamente lungo il vetro, consentendo così una pulizia maggiormente efficace; infine il prodotto risulta essere neutro per le mani e non attacca gli infissi.
Pensateci: quanto sporco si deposita sul vetro di una finestra in un solo mese? Sarà allora necessario, almeno una volta all’anno, pulire i pannelli solari per permetterne una migliore efficienza.

 

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