Il tragico caso delle leggi fatte senza soldi. La Costituzione e il Diritto 4.0

28.09.2020 – 15.20 – Tutti vogliamo vivere nel benessere e in un mondo equo. Ma la volontà non basta: servono anche i quattrini. Cioè, il “Benessere Equo”, per esistere, ce lo dobbiamo permettere, dobbiamo sostenerlo economicamente. Dev’essere “sostenibile”. E qui entrano in gioco i politici che si inventano una scorciatoia che, sulla carta, sembra funzionare. Perché non fare una Legge per realizzare un modello di “Benessere Equo” che, per legge, viene definito anche “Sostenibile”? Si chiamerà “Benessere Equo e Sostenibile” (B.E.S.) e sarà sostenibile per definizione. Lo dice il suo stesso nome che è “sostenibile”!

L’idea è geniale. I presenti si congratulano gli uni con gli altri. Il problema è stato brillantemente risolto. Soddisfatti, vanno tutti a cena. Purtroppo, però, la nuova Legge finisce sul tavolo della Corte Costituzionale. Cos’è la Corte Costituzionale? Normalmente, viene definita “il giudice delle leggi”, cioè, se sei una persona, e hai combinato un guaio, finisci davanti al Tribunale, ma se sei una Legge finisci davanti alla Corte Costituzionale. Infatti, ogni Legge deve rispettare la Costituzione italiana e se una Legge è contraria alla Costituzione, la Corte la dichiara illegittima e la rende inefficace.
Eravamo rimasti alla nuova Legge della Regione Abruzzo relativa alla ricostruzione dell’Aquila, che prevedeva la redazione di “un programma di investimenti strategici, da realizzarsi nell’arco del periodo finanziario di riferimento, che interessano la Funzione di coordinamento e sicurezza del territorio, la Cooperazione turistica, l’Ambiente, il Patrimonio artistico, le Attività culturali e sportive e la Perdonanza Celestiniana”. Un progetto ambizioso, lungimirante, completo. Si, ma, da realizzarsi con quali soldi?
“Alle indicazioni dei mezzi di copertura non corrisponderebbe … alcuna risorsa.” Cioè, sembrerebbe non esserci un euro per pagare quanto progettato nella nuova Legge.

Ma, anche se chi ha scritto la Legge non ci ha dato peso, il fatto che non ci siano i soldi è una cosa grave? E qui, interviene al Corte Costituzionale. Infatti, all’articolo 81 della Costituzione Italiana c’è scritto che ogni Legge, che provochi una nuova spesa, deve anche trovare i soldi necessari per sostenerla. Un principio chiaro, necessario e inviolabile. Scrive la Corte Costituzionale: “la copertura finanziaria delle spese deve … avere un fondamento giuridico, dal momento che, diversamente …, sarebbe sufficiente inserire qualsiasi numero [nel bilancio] per realizzare nuove e maggiori spese”. Insomma, la “finanza creativa” è vietata. Le leggi non possono essere frutto di pura invenzione. Non basta l’ottimismo. Per spendere dei soldi, bisogna averli. Soprattutto quando si amministra la “cosa pubblica”. Dunque, la povera Legge 28/2018 della Regione Abruzzo, proprio in quanto povera, viene dichiarate illegittima e cessa di esistere (Corte Costituzionale, sentenza 227/2019).

[g.c.a.]

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