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venerdì, 2 Dicembre 2022

In Friuli Venezia Giulia un’estate all’insegna dei concerti: la musica come elemento vitale

01.09.20-10.30-Sebbene durante il periodo del lockdown sia stata una delle categorie più ‘bistrattate’, la musica ha visto un grande recupero nell’estate 2020: in quest’ultimo periodo, infatti, i concerti sono tornati protagonisti nelle valli montane o alle prime luci dell’alba. Elisa, Luka Sulic dei 2Cellos, Simone Cristicchi e Brunori Sas sono stati ospiti della manifestazione “No Borders”, sui Laghi di Fusine a Tarvisio. Aria pura e grandi spazi per poter ascoltare con tutta tranquillità e sicurezza le note degli artisti. Concerti all’alba, invece, per inizio e fine manifestazioni estive: a Marina Julia, Monfalcone, per la prima volta dopo il lockdown, si è scelto di ripartire con la musica il 21 giugno con l’Ensemble d’arpe Rainbow of Magic Harpes, -giornata tra l’altro del solstizio d’estate- tramite la Festa della Musica. Il 9 agosto, invece, l’appuntamento conclusivo di Villa Manin Estate ha visto come protagonista l’artista Boosta. Nella stessa giornata, a Trieste, nelle prime luci del mattino sono entrati in scena dalla terrazza della stazione marittima Francesco De Luisa ed il suo pianoforte per il festival ‘Trieste Loves Jazz’.

Gli eventi musicali non hanno dimenticato i più piccini: a Trieste, in Villa Engelmann, sono partiti gli “Incontri di musica in culla – mamme e bambino 2020”. Il progetto, coorganizzato dal Comune di Trieste e Associazione DoReMi, si è svolto ogni lunedì da inizio agosto e continuerà fino alla prima settimana di settembre, dalle ore 17.00 alle 18.00 per i bimbi dai 0 ai 3 anni e per i più grandi, dai 3 ai 5 anni, dalle 18.00 alle 19.00. L’iniziativa ha lo scopo di offrire a tutte le famiglie con bambini la possibilità di ascoltare musica e di partecipare ai cori curati dall’Associazione, con la finalità di divulgare la musica come strumento per uno sviluppo armonico del bambino a partire dalla gravidanza. Crescere con la musica, difatti, arricchisce le capacità relazionali e sociali dei più piccoli non solo nell’ambito familiare ma anche con il mondo esterno.

Musica come elemento vitale, quindi, a dimostrazione dei continui benefici che può offrire alla nostra salute. Vari sono gli studi che hanno dimostrato il suo valore terapeutico infatti: tra essi, il Dipartimento di Psicologia della McGill University ne ha vagliati 400 riguardanti la neurochimica della musica confermandone gli effetti positivi: la musica influisce sul battito cardiaco, sulla respirazione, sulla pressione sanguigna e sugli ormoni riducendo l’ansia e lo stress, rinforza il sistema immunitario, rilassa il bambino già nell’utero materno e facilita la comprensione delle emozioni. I ricercatori della Comunità mondiale della longevità (Cmdl) danno il via libera anche all’approccio medico riabilitativo della musicoterapia: “L’accoppiata al canto la musica è un toccasana nei deficit di lettura e apprendimento – spiega Roberto Pili all’Ansa, presidente della Cmdl – ma è nelle malattie neurodegenerative tipiche dell’invecchiamento, quali demenza e Parkinson, che offre il meglio di sé. La pratica musicale, specie se iniziata in giovane età , aumenta la cosiddetta ‘riserva cognitiva’, quel tesoretto di capacità e funzionalità cerebrale che in età anziana contrasta lo sviluppo della demenza”. I risultati della musicoterapia si vedono anche nel Parkinson e nelle paresi, venendo applicata anche per le malattie della pelle, come la psoriasi, su pazienti con l’Alzheimer e nel periodo successivo ad un ictus per facilitare il recupero della memoria verbale.

Si può affermare, quindi, che la musica non è solo uno svago ma un grande alleato per il nostro benessere.

Michela Porta

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