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mercoledì, 17 Agosto 2022

Covid-19, dopo 30 giorni ancora positivi: così metà dei pazienti

03.09.2020 – 10.40 – Uno studio italiano impresso su carta dalla rivista BMJ Open, condotto dall’Azienda unità sanitaria locale-Irccs di Reggio Emilia, ci mostra nuovi particolari sull’andamento del temuto Covid-19.
Il Coronavirus infatti impiegherebbe, in media, 30 giorni dal primo tampone, risultato positivo, per essere eliminato dall’organismo.
Quindi metà dei pazienti contagiati risultano essere ancora positivi al Covid dopo un mese dalla diagnosi.
Un periodo ancor più lungo, ovvero 36 giorni, quello necessario per vedere la scomparsa totale dei primi sintomi.
Un’evidenza che arriva da un vasto campione di individui sintomatici risultati positivi al virus tra febbraio e aprile.

Resta però poco chiara l’estensione del periodo in cui il soggetto resta contagioso dal momento della diagnosi.
Bisogna infatti ricordare che un tampone positivo non necessariamente indica che il soggetto sia ancora contagioso, ma attesta la presenza di materiale genetico virale nel corpo. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda 13 giorni di isolamento dalla comparsa dei sintomi del Covid-19 e 10 dalla data del tampone positivo in una persona asintomatica.

Gli epidemiologi hanno monitorato un gruppo iniziale di 4.538 residenti nella provincia di Reggio Emilia (positivi e sintomatici) e visto che eseguire un secondo tampone dopo 2 o 3 settimane dal primo nella maggioranza dei casi dà un esito nuovamente positivo.
Gli esperti hanno inoltre rilevato che tra coloro che risultano negativi a un tampone eseguito nelle prime 3 settimane dalla diagnosi, è elevato il rischio di un “falso negativo”, ovvero che il tampone indichi erroneamente assenza di virus nel corpo: nel campione osservato è emerso infatti che il tasso di falsi negativi è relativamente alto, ben 1 caso su 5.

[Fonte Il Sole 24 Ore]

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