20.6 C
Trieste
venerdì, 30 Settembre 2022

Briciole e digressioni di un uomo in sovrappeso! Quando la montagna non basta

04.09.2020 – 13.02 – Uffa… sono grasso! Ci riflettevo ieri mentre divoravo il mio quarto tramezzino con doppia salsa rosa! Ormai anche la mia bambola gonfiabile mi vede più come un amico! E nello stesso tempo mi chiedevo il perché delle ingiustizie del mondo! Come sarebbe stata la mia vita con un fisico come Jason Momoa, o almeno come quello di Piero Fassino o di Graziano Del Rio ? (ma questi del PD, come fanno a essere sempre un chilo sotto lo scheletro? Non vanno mai a ingozzarsi alle feste dell’Unità?). Come sarebbe stata la vita, senza dover recitare le litanie ad ogni fine pasto e sentirmi colpevole di omicidio plurimo di addominali a ogni boccone? Come sarebbe stato vestirmi di bianco Avere una giacca che mi cadesse a pennello? Non vedere lo sguardo smarrito delle commesse dei negozi di abbigliamento? Passeggiare in spiaggia con aria altera, come Conte quando va in mensa alla Camera? Non ansimare dopo i primi tre scalini dell’atrio del palazzo, come avessi fatto un’ora di zumba o bevuto 5 mojito di seguito? Non dover accompagnare al pronto soccorso ogni mia partner che si azzardava, con sprezzo del pericolo, a stare sotto a letto? Come sarebbe stato? Me lo chiedo… anche adesso che la salsa rosa è finita e sul quinto tramezzino devo metterci burro e maionese! È un po’ di anni che, all’interno del mio organismo, trigliceridi e colesterolo organizzano cocktail party e apericene, incuranti di ogni distanziamento! Tanto poi riesco sempre a corrompere il laboratorio d’analisi per farmi una scheda in cui gli asterischi siano ancora inferiori agli spazi bianchi! Come riesco a corromperli? Beh… portando una guantiera piena di paste alla crema, dove ne mancano sempre un paio!

Ma no dai! Come al solito esagero! Non sono così goloso, ho solo il metabolismo lento, pigro, assonnato come un bradipo costretto ad ascoltare un comizio di Prodi o un monologo di Saviano! E poi mangiare è solo uno dei piaceri della vita, non il principale, anche se al sondaggio telefonico su cosa fosse più importante tra amore, sesso e cibo, non ho potuto rispondere perché avevo la bocca piena! Sono partito per la montagna con tanti buoni propositi, con l’idea di grandi camminate, di biciclettate, di monopattinate! Volevo raccontarvi di scalate, di panorami mozzafiato, di avventure con orsi latitanti, di spedizioni pericolose nelle foreste più intricate e, invece vi ho raccontato di agriturismi, di banchetti nuziali, di pranzi al sacco, di calorie ingurgitate che crescevano proporzionalmente con l’altitudine! Il cibo è un nemico subdolo, che si traveste da amico; una specie di canto di sirene ammaliatrici, sperando che con l’età le sirene non diventino quelle dell’ambulanza! Io credo che in fondo non sia colpa mia, è solo il destino perfido e baro! È questione di geni; potevo nascere col gene del fitness, invece ho avuto in dono quello da divano! Potevo nascere con una voglia di sedano e carota, invece ho avuto quella di pizza e lasagne! D’altronde quando Dio distribuiva i fisici scolpiti, io mi ero già messo in fila per le melanzane alla parmigiana e non volevo perdere la priorità acquisita! Certo la mia vita sarebbe stata più facile! Di certo non avrei fatto il ballerino o il modello o il triatleta, ma magari avrei potuto conquistare una donna, facendo scena muta a cena, come alle interrogazioni di fisica e chimica, facendola innamorare pazzamente di me semplicemente alzando il sopracciglio o la maglietta! Il bel tenebroso muto avrebbe preso il posto del poeta ironico e gentile, con una passione per i congiuntivi al posto giusto!

Ma sarebbe stato poi un affare? Rinunciare a tutto quello che fieramente sono per un po’ di panza in meno? Scambiare la clinica del dottor Nowzaradan con il trono di “Uomini e Donne”? I ripetuti due di picche con un continuo sesso selvaggio? Beh… sulla seconda mi riservo qualche secondo per pensarci! Certo, potrei fare più movimento, perché il tragitto letto-divano-frigo, imparato a memoria durante il lockdown, non è proprio salutare! Ci sarebbe anche la soluzione “dieta”, ma ricordo a tutti che la traduzione inglese della parola con una T in meno significa “morte”! Però una soluzione devo trovarla! Sono stufo di guardarmi allo specchio e farmi prendere da una tristezza infinita, come dopo aver assistito a una scenetta da “Made in Sud” del governatore De Luca! Ma dimagrire è così difficile… ricordo che quando il mio dietologo mi impose di perdere almeno 10 chili, per accontentarlo avevo accarezzato l’idea di tagliarmi un braccio! Vabbè, parlando seriamente, almeno quando stavo con Scarlett ero riuscito a perdere qualche chilo! Non siate maliziosi! Non per il sesso, venti minuti, dilazionati nel mese, non possono fare miracoli! Ero dimagrito perché lei era un’atleta, salutista, intransigente, pignola sull’alimentazione! Il cibo non era una sua priorità; ricordo che ogni tanto si dimenticava pure di mangiare, mentre io mi dimenticavo se avevo mangiato e nel dubbio mangiavo di nuovo! Alla fine era riuscita a rendermi un commensale migliore degli antichi romani durante i baccanali! E poi era anche riuscita a circuirmi con le moine da gattina innamorata, a farmi camminare in 18 mesi più di quanto avessi fatto in 18 anni! Io sono creta, mi modello per amore! Certo la sua intransigenza scassava un po’ i maroni; ricordo ancora quando si incazzò come una belva perché a una lezione di Nordic walking mi presentai con un bastoncino solo, perché in una mano dovevo tenere il panino di porchetta! Alla fine ci siamo lasciati a causa delle troppe diversità, ora sta assieme a un suo avatar, solo pelato, e suppongo sia felice, soprattutto di non vedere più le patacche di sugo sulla mia camicia! Credo avrà sempre il piccolo rimpianto di non essere riuscita nell’impresa di scolpire il mio corpo, ma io sono più portato per scolpire la mente!

[m.l.]

spot_img

Ultime notizie

spot_img

Dello stesso autore