Bielorussia, “rapita” Maria Kolesnikova, ultima leader dell’opposizione

08.09.2020 – 12.34 – Il crack down delle proteste anti-Lukashenko in Bielorussia passa dalla repressione delle folle in strada all’arresto dei singoli avversari politici di alto profilo. Dopo l’incarcerazione e il successivo esilio in Polonia di Olga Kovalkova e la fuga in Lituania di Sviatlana Tsikhanouskaya, anche la terza leader del trio dell’opposizione, Maria Kolesnikova, è stata arrestata. Il video, girato da un automobilista di passaggio, mostra Maria Kolesnikova venire prelevata in strada ed essere caricata su un furgone da uomini mascherati. Sembra che sia stata arrestata dal Servizio di sicurezza statale che in Bielorussia mantiene ancora il suo “vecchio” nome d’ascendenza sovietica: KGB. La donna era l’ultimo leader di alto profilo rimasto ad opporsi alla dittatura di Lukashenko; era solo questione di tempo prima che fuggisse fuori dal paese o venisse arrestata. Il governo bielorusso ha negato l’arresto; mentre a sua volta il video è stato diffuso dal canale Telegram della tv di stato Belarus-1 Tv.
Accanto alla gente in piazza, si può ben dire che l’unica personalità di spicco sopravvissuta all’opposizione sia adesso Svetlana Aleksyevich, premio Nobel per la letteratura, e come tale intoccabile per le autorità bielorusse.

A partire dal 21 settembre l’Unione Europea bloccherà quale boicottaggio della Bielorussia l’ingresso e i conti bancari di 31 alti funzionari, tra cui il Ministro dell’Interno. Verrà invece escluso Lukashenko nella prospettiva di avere un elemento di negoziazione durante un eventuale incontro diplomatico. A sua volta il dittatore bielorusso vede nella Russia la sua “salvatrice”; ma ci si può domandare se a Putin convenga davvero così tanto sostenere un leader che è chiaramente incapace di avere l’appoggio della popolazione.
Un “re fantoccio“, insegna la storia, viene sostenuto solo fino a quando è in grado di governare efficientemente il paese, altrimenti perde la sua utilità.

[z.s.]