Divo C, con Incinque 14 spazi d’arte diffusa a Roma in un progetto che guarda anche a Trieste

29.08.2020 – 11.30 – Settembre e l’inizio di ottobre (fino al giorno 4) vedono alcuni dei rioni romani più noti ospitare il progetto Divo C per il supporto delle arti visive, ideato dall’architetto Monica Cecchini e promosso dall’associazione vulturale Incinque Open Art Monti in collaborazione con artisti e galleristi romani. Il progetto si sviluppa lungo un percorso artistico ideale che prende vita dal rione Monti per arrivare nelle diverse realtà diffuse come Trastevere, Ludovisi, Coppedè, Monte Verde, Pigneto, Prati e Corviale a significare che l’arte può vivere in ogni luogo.

“L’emergenza Covid-19“, spiegano gli organizzatori, “ha creato una crisi totale e globale, tutti i settori ne stanno risentendo e sicuramente il mondo dell’arte ha subito un duro colpo. Gli artisti non sono supportati da nessuno forma di assistenza e in questo frangente così critico nel quale, non hanno alcun meccanismo che ne garantisca la sopravvivenza. Rischiano di dover abbandonare le loro attitudini artistiche, e di trovarsi soli in un ambiente che non li considera. Tutto il mondo dell’arte sta soffrendo per questa situazione. E il rischio è che l’arte diventi appannaggio di pochi. Immaginare un mondo con pochissima arte, solo in esclusiva, significa vivere in una società privata dell’atto creativo, del pensiero critico e della bellezza. Le istituzioni, purtroppo, accecate da mille problematiche, non riescono a sostenere un ‘organismo’ che è davvero importante per una società evoluta. Quindi cosa fare? Soccombere? Diciamo no”. Quattordici sono gli spazi che hanno aderito all’iniziativa nelle varie sezioni di pittura, incisione e grafica, fotografia, ceramica, performance e gioiello contemporaneo: AntiGallery, HUB/39Art, Incinque Open Art Monti, I love ceramica, Kapocci Studio, La linea Artecontemporanea, Lupigiada, Officine Adda, Otto Gallery, Spazio Monti, Spazio Urano, Spazio Veneziano, Stamperia Ripa69 e Virus art. Nella situazione di oggi, contrassegnata da un anno vissuto in pandemia, Divo C (titolo originato dall’inversione della parola Covid) si pone come obiettivo quello di proporre soluzioni alternative nell’ambito artistico, cambiando atteggiamento e invertendo gli schemi. “Noi di Incinque Open art Monti abbiamo pensato a qualcosa di semplice, ma talmente scontato che a volte non viene in mente: unire le forze e invertire le tendenze. Siamo convinti”, spiega ancora Monica Cecchini, “che fare rete, in questo momento storico, sia necessario per la collaborazione ed interazione a sostegno dell’arte. È arrivato il momento che anche tutte le attività artistiche e culturali si coalizzino per far sentire l’importanza della propria esistenza”.

Il progetto, autosostenuto (compresi gli spazi che lo ospitano) attraverso la vendita delle opere in mostra, prevede una serie di mostre programmate nelle diverse città italiane, partendo da Roma, e guarda già, per il prossimo futuro, anche a Trieste, con la volontà già confermata dagli organizzatori di riproporlo nel capoluogo giuliano. “Vogliamo che l’arte sia apprezzata per la sua importanza primaria, come motore di crescita, come creazione e mantenimento di una identità culturale. Per tale motivo, deve tornare ad essere apprezzata pienamente da tutti”.

[f.f.][c.s.]