Liste d’attesa, Treu (Cgil Pensionati): “I ritardi causa di ansia e stress”

19.09.2020 – 10.14 – Continuano ad allungarsi i tempi per le cosiddette “visite brevi” nel pubblico: solo nel 20% dei casi (1 su 5) in Friuli Venezia Giulia si riesce a rimanere sotto i 10 giorni, mentre nella stragrande maggioranza dei casi l’appuntamento slitta entro un mese. Per una popolazione quale quella del Friuli Venezia Giulia e specialmente di Trieste fragile e anziana, il continuo ritardo nelle liste d’attesa rischia di avere conseguenze estremamente negative sulla salute.
Allo stadio attuale le carenze nel pubblico non sembrano trovare l’aiuto necessario nella forma di nuove assunzioni, delegando al privato il compito di sostituirsi ai ritardi della sanità regionale.
Ne scrive, lanciando un appello alle istituzioni, Roberto Treu, segretario regionale del Sindacato pensionati Cgil: “L’incremento del ricorso ai privati non può essere una soluzione al problema della crescita delle liste di attesa, che è strutturale e come tale richiede interventi strutturali, non misure tampone”.

“L’aumento progressivo dei tempi di attesa– aggiunge Treu – non è soltanto un fattore di rischio, soprattutto nel caso di prestazioni urgenti, ma anche di preoccupazione e di stress, in particolare per gli anziani e le categorie fragili. Non a caso si tratta di uno dei grandi temi sui quali sollecitiamo da mesi, ma invano, la ripresa di un confronto con l’assessore, per definire un percorso condiviso di rafforzamento del servizio sanitario pubblico. Ma l’obiettivo della giunta, al contrario, sembra quello di continuare a favorire il privato, che già nel 2019 aveva visto un quasi raddoppio, dal 3,8 al 6%, della quota di spesa sanitaria regionale dedicata ai servizi erogati in convenzione, con un incremento di 50 milioni delle risorse dedicate”.