“Mistero Buffo”, spettacolo di Dario Fo, censurato nel 2020?

31.08.2020 – 10.18 – “Il primo miracolo di Gesù bambino”, monologo appartenente allo spettacolo di Dario Fo “Mistero Buffo” sarebbe stato censurato a Massa Martana, comune della provincia di Perugia, in occasione dell’appuntamento “Notti in Massa”, svoltosi dal 28 al 30 agosto.
Ecco le parole dell’attore Matthias Martelli, che ha espresso le sue opinioni sull’accaduto sul suo canale youtube.
“Il 29 agosto avremmo dovuto andare in scena con una giullarata di “Mistero Buffo” del premio Nobel Dario Fo, scomparso nel XX: La giullarata, “Il primo miracolo di Gesù Bambino”, doveva essere rappresentata a Massa Martana (PG) per il festival Notti in Massa.

Venerdì 21 agosto, a contratto firmato, apprendiamo dall’organizzazione del festival che l’amministrazione della cittadina umbra “si è opposta alla realizzazione dello spettacolo in quanto non lo ritengono adeguato (per i temi attinenti alla religione cattolica) alla loro popolazione”. L’organizzazione, che ringraziamo, si dissocia completamente dalla scelta dell’amministrazione e si è resa disponibile al recupero della data in un altro festival da loro gestito in un’altra città. Questi i fatti. Abbiamo messo in piedi Mistero Buffo nel 2017 e nel 2019, con la produzione del Teatro Stabile di Torino, girando l’Italia e l’Europa, ma mai ci saremmo immaginati di trovarci oggi davanti a una censura di questo tipo.

“Riteniamo che vietare in Italia nel 2020 uno spettacolo di un Premio Nobel per la letteratura sia un grave campanello d’allarme per quanto riguarda la situazione culturale del nostro Paese. Addurre la motivazione che Mistero Buffo possa ledere la sensibilità religiosa della popolazione significa non solo non conoscere l’opera, la quale si ispira invece a una profonda religiosità popolare, ma è anche un evidente attacco alla libertà di espressione. Ci limitiamo infine a ricordare la motivazione che l’Accademia di Svezia ha fornito per il Nobel a Dario Fo: “Perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere per restituire dignità agli oppressi”.

Il sindaco della città, Francesco Federici, ha replicato affermando che si è trattato di un fraintendimento. Infatti, egli fa riferimento alla necessità di “uno spettacolo più leggero” e dichiara che lo spettacolo potrebbe svolgersi in futuro al chiuso, in un teatro della città. La scrittrice Dacia Maraini ha commentato incredula l’accaduto, sostenendo che si tratta di un problema di ignoranza. A suo avviso, lo spettacolo sarebbe stato oggetto della censura di una chiesa bigotta.

Si tratta veramente di un’incomprensione o siamo di fronte a un allarmante episodio di censura teatrale? L’unica soluzione a questa domanda potrebbe essere rappresentata dallo svolgimento al chiuso dello spettacolo, come proposto dal sindaco.

[b.r.]