Taglio dei parlamentari, De Carlo (M5S): “Con il SI costi uniformati al resto dell’UE”

15.09.2020 – 13.10 – “Una delle fantastiche tesi a supporto del No sostiene che i risparmi, con il taglio, sarebbero uguali al costo di un caffè all’anno. Partendo dal presupposto che in un momento come quello che stiamo vivendo, qualsiasi tipo di risparmio non è assolutamente banale, il calcolo fatto è molto, ma molto approssimativo”. Lo dichiara in una nota la portavoce M5S del FVG in commissione Affari Costituzionali alla Camera, Sabrina De Carlo.
“Questa approssimazione – spiega la parlamentare – tiene conto delle tasse che ciascun parlamentare paga, ma non tiene assolutamente conto delle spese accessorie, che possono essere ad esempio i costi settimanali di aerei e treni per gli spostamenti sul territorio nazionale. Chi sta in Parlamento sa bene che oltre ai costi di indennità e rimborsi, si spende anche per manutenzione, pulizie dei locali, produzione di carta e così via. Inoltre è sbagliato rapportare i risparmi alla spesa pubblica italiana annua, semmai andrebbero rapportati al costo annuo del Parlamento”.
“Alcuni chiedono: ma perché, piuttosto che tagliare il numero dei parlamentari, non riducete gli stipendi? Pensate che su 12 Paesi la media degli stipendi è di 82,918 euro e l’Italia la supera del 45%. Intanto, per ora, l’unica proposta di riduzione è quella del M5s i cui eletti, voglio ricordare, fin dal primo momento in cui hanno messo piede all’interno delle istituzioni si sono sempre tagliati lo stipendio anche senza una legge, restituendo ai cittadini fino ad oggi circa 114 milioni. Ad ogni modo con il taglio del numero dei parlamentari avremo non solo la riduzione degli stipendi, ma la cancellazione di 345 stipendi più spese varie. Insomma, qualora vincesse il Sì, oltre a tutti i vantaggi in termini di produttività, finalmente il Parlamento italiano si allineerebbe al resto dell’Unione Europea”, conclude De Carlo.
c.s