Fedriga voterà no al referendum: “Il voto del cittadino conterà per il 50%”

15.09.2020 – 12.24 – Il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga voterà no al referendum costituzionale programmato per la prossima domenica e lunedì sul taglio dei parlamentari. Una posizione che sembra allinearlo a un Nord Est leghista formalmente fedele alla linea di Matteo Salvini, ma come comprova il caso del Veneto pronto a seguire le proprie idee.
Nel caso di una Regione autonoma quale il FVG la stragrande maggioranza della Giunta si è mossa compatta sul fronte del “no”: contraria l’assessore alla Cultura Tiziana Gibelli, delle autonomie locali Pierpaolo Roberti, delle finanze Barbara Zilli e delle attività produttive Sergio Bini. Senza dimenticare il vicepresidente con delega alla Salute Riccardo Riccardi.

Lo scorso 10 settembre 2020, durante un’intervista di Ring Telequattro, Fedriga ha spiegato le ragioni della sua opposizione al taglio dei parlamentari:
Io mi sto convincendo a votare no, nonostante propendessi per il sì, in quanto mi sembra che stiamo barattando il numero dei parlamentari per il proporzionale. Il cittadino, nella cabina elettorale, non sceglierà qual è la maggioranza in Parlamento e dunque il governo; ma i governi e le maggioranze sceglieranno dopo il voto. Quindi il voto del cittadino conterà – quanto? – per il 50%, se va bene. Tutto il resto saranno accordi di palazzo che faranno dopo il voto”.

“In una democrazia moderna – ha proseguito Fedriga – è il sistema maggioritario quello che funziona: il sindaco, il presidente della Regione viene eletto dai cittadini e si assume la responsabilità di governare. Se va bene, ti rivoteranno, altrimenti ti manderanno a casa. E invece in questo modo continueranno gli accordi di palazzo: io ti do un ministero, io ti do una commissione, io in cambio ti do la maggioranza… Vi sembra un modo di governare? Preferisco lasciare qualche parlamentare in più, ma conservare il principio democratico che chi governa è stato eletto dai cittadini, invece di lasciar scegliere nelle “stanze segrete” a Roma. Non hanno voluto infatti limitarsi a un taglio dei parlamentari, ma abbinarci il proporzionale. Utilizzano il sì – una misura popolare, la riduzione dei parlamentari – per far votare una misura nascostamente molto impopolare”.

Il Presidente ha poi proseguito, delineando la sua visione di un’Europa e un’Italia dei popoli, dove “Occorre essere responsabilizzati a rispondere al popolo italiano”.