eSIM, per Vodafone ancora niente in vista. Con la nuova “scheda”, che cosa cambia?

15.09.2020 – 17.52 – La notizia che ‘tira’, in ambito tecnologico, è una mancanza di notizie ed è quella della eSIM Vodafone che non c’è; mentre molti clienti si sarebbero attesi di sapere qualcosa di più e di poter utilizzare questo servizio avanzato anche con l’operatore anglosassone, da tempo realtà mondiale delle telecomunicazioni e fortemente presente in Italia (copre circa un terzo della popolazione italiana, anche se in giugno era in calo di circa 3 milioni di utenti rispetto agli anni precedenti).

Che cos’è una eSIM, e che vantaggi porta al nostro iPhone o Samsung (o altri)? Gli Smartphone che supportano la eSIM assieme alla SIM tradizionale utilizzano questa funzione nella maggior parte dei casi come sostituto per una seconda SIM fisica; in questo modo è possibile aggiungere un secondo numero di telefono, o un secondo contratto ad esempio per i soli dati, separandolo completamente dal piano voce (o dal numero di telefono del lavoro) ed evitando di acquistare uno Smartphone con due SIM vere e proprie. C’è anche qualche vantaggio in più, perché con le eSIM evolute non ci si limita a un solo piano tariffario alternativo, ma è possibile memorizzarne di diversi, scegliendo quello più opportuno sia manualmente che automaticamente. Il termine ‘eSIM’ significa proprio che il sistema usa una SIM card virtuale, ‘inserita’ nel telefono, senza necessità di scambio fisico di schedina telefonica; e la eSIM è riutilizzabile, ovvero è possibile decidere di cambiare operatore telefonico con una semplice chiamata e senza estenuanti file al banchetto del negozio (con buona pace, purtroppo, dei nuovi posti di lavoro che fisicamente verranno persi). Naturalmente per poter funzionare la eSIM, che usa tecnologie simili ad esempio a quelle dei sistemi di pagamento come ApplePay, deve essere supportata dal carrier, ovvero dalla rete del fornitore di servizio telefonico, ed è qui che Vodafone, per ora, ancora fallisce.

Ci sono svantaggi, con una eSIM? Si, uno ce n’è, e piuttosto grosso: nel momento in cui uno Smartphone viene venduto con la sola eSIM, è possibile che lo Smartphone che si riceve sia totalmente ‘brandizzato’, ovvero legato a uno ed un solo operatore, rendendone impossibile l’uso su un’altra rete a meno di non ricorrere ad arzigogolati metodi di ‘crack’, che sempre meno garantiscono un buon risultato. Per chi ha uno Smartphone Android (versione USA o versione cinese), o iOS, i giorni della SIM fisica sono però ormai contati; sarà una facilitazione in più, ma anche una forzatura verso un cambio di mentalità, perché spostare la scheda fra un telefono e l’altro non si potrà più.

Tornando a Vodafone, per ora non si sa ancora niente; l’operatore consente l’utilizzo della tecnologia della SIM virtuale solo sui dispositivi delle ‘reti dati personali’ (o PAN – Personal Area Network), come Apple Watch, e non sullo Smartphone. Se Vodafone aspetta e non fornisce il servizio, gli altri sono stati più veloci: TIM ha già fatto il passaggio, seguita poi da WindTre. Gli altri dovranno però seguire necessariamente presto, perché, con l’avanzare delle versioni di hardware e sistema operativo sugli Smartphone, presto sarà il mercato dei produttori di telefoni a forzare la mano agli operatori, e piuttosto che esser tagliati fuori ai gestori delle reti non resterà che adeguarsi. E lo stesso dicasi per l’utenza, che sicuramente qualche malessere lo proverà. Per Vodafone, però, si parla di almeno 1 anno.

[f.f.]