Economia, Friuli Venezia Giulia mira ad “attrarre” le fiere internazionali

15.09.2020 – 14.14 – Il Friuli Venezia Giulia vive da decenni un paradosso: pur avendo un sistema scientifico raro in Italia per concentrazione di enti di ricerca e imprese di alto livello non sembra “attirare” le grandi fiere internazionali che proprio nell’intersezione tra scienza e tecnica si muovono.
La Regione vorrebbe cambiare ciò; attaccando un monopolio fieristico appartenente nella penisola a Milano e Bologna. Forse, in quest’ambito, l’emergenza Coronavirus e le difficoltà attraversate da Milano potrebbero costituire più che un ostacolo un vantaggio per una Regione quale il FVG finora marginalmente colpita. L’infrastruttura d’altronde, c’è già; ed è quel Centro Congressi del Porto Vecchio di Trieste che ha già avuto il suo (scientifico) battesimo nell’occasione di ESOF2020.

L’argomento è stato sollevato dall’assessore alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini in apertura della seduta della II Commissione del Consiglio regionale.
L’assessore ha ribadito il ruolo proattivo dell’Amministrazione regionale finalizzato allo sviluppo del sistema fieristico, ritenuto “prezioso per l’economia del Friuli Venezia Giulia”.
La Regione vuole in tal senso stimolare un processo di confronto fra gli storici enti fieristici del Friuli Venezia Giulia. L’obiettivo finale è quello di arrivare a un sistema unico in grado di interfacciarsi col mercato internazionale. Il tutto in un quadro peggiorato drasticamente a partire dal 2008 e che recentemente ha dovuto affrontare anche la crisi provocata dalla pandemia di Coronavirus.

Una proposta che ha incontrato stavolta il plauso (cauto) dell’opposizione, nella forma del capogruppo del Pd, Sergio Bolzonello, che ha ricordato in quest’ambito il buon lavoro svolto negli anni dall’Ente Fiera di Pordenone: “Sul sistema fieristico era necessario fare chiarezza generale, con il contributo di tutti i soggetti interessati, per capire quale potrà essere il futuro del sistema stesso. Oggi, grazie alla nostra richiesta di audizione in commissione, è stato sancito un dato, ovvero che il sistema fieristico deve avere un unico interlocutore e che si ponga come obiettivo primario le risposte da dare al sistema produttivo del Fvg, insieme a quelle al mondo del turismo e dell’intrattenimento e a quello dei servizi. Ora serve un progetto concreto da far partire in tempi brevi dove la Regione assuma una ruolo di regia, funzionale alla successiva analisi tecnica che dovrà essere condotta dai diretti protagonisti”.