ESOF 2020, Patuanelli: “Reclamare l’extradoganalità del Porto di Trieste”

07.09.2020 – 08.00 –Il Porto di Trieste è un porto franco di cui dobbiamo richiamare l’extradoganalità per reclamare uno sviluppo portuale pieno all’interno del quale la stessa ricerca scientifica può svolgere un ruolo fondamentale.” L’ha sottolineato con forza il Ministro dello Sviluppo economico, triestino di nascita, Stefano Patuanelli, portando nuovamente alle luci dell’attenzione internazionale lo speciale status portuale triestino, già reclamato a gran voce con un’audizione in consiglio regionale dello scorso luglio 2020.
L’intervento stavolta è avvenuto trasversalmente al discorso nell’occasione della Closing Ceremony di ESOF 2020 (EuroScience Open Forum): il ministro Patuanelli si è in particolare soffermato sui vantaggi della Tecnologia Quantistica, della quale è stato offerto un “saggio” nella parte finale della cerimonia, alla presenza del premier Conte.
Grande attenzione, infine, al Porto Vecchio e allo sviluppo tecnico-scientifico, sebbene in toni vaghi.

“Caro Giuseppe Conte, – ha esordito Patuanelli – bentornato nella mia bellissima Trieste: città di porto, di contaminazioni e di scienza.
Porto e scienza a Trieste dovranno contribuire a non far perdere a questa città le sue future occasioni, troppe volte smarrite negli anni passati. Dobbiamo poi creare le condizioni affinché, come sottolineava lo stesso dott. Fantoni, Trieste possa diventare il centro di un percorso di sostenibilità che tutta Italia, a partire dai nostri cittadini, dovremo fare. Deve anche diventare il centro delle tecnologie quantistiche che è un treno che passa oggi e che dobbiamo assolutamente cogliere. Una tecnologia già al centro di un progetto del rettore dell’Università degli studi di Trieste, Roberto Di Lenarda, che lo stesso Governo Conte trova molto interessante”.

“Oggi si conclude una serie di giornate che hanno portato al centro del dibattito scientifico Trieste che è città della scienza grazie ai suoi tanti enti, dalla SISSA, all’OGS… Ma ciò che conta è come la ricerca scientifica diventi applicata e infine come la ricerca s’introduca nelle aziende diventando sviluppo economico. Dobbiamo avere il coraggio, tutti assieme, di agevolare quelle contaminazioni a cui accennavo inizialmente. Quelle stesse contaminazioni che portano le aziende a crescere, a rafforzarsi, a essere competitive sul mercato internazionale. Serve che il trasferimento tecnologico avvenga attraverso i grandi campioni italiani ed europei, verso le grandi filiere capofila solo partecipate dello stato. E ritengo in tal senso che il ruolo del governo nel mantenere alto il valore della catena attraverso cui avviene il technological transfer sia necessaria. Dobbiamo facilitare questi percorsi, come con l’Innovation Hub e tanti altri strumenti messi a disposizione tanto delle aziende, quanto degli enti governativi”.

“Se avremo, come sottolinea lo stesso governatore Fedriga, la forza di lavorare tutti assieme, di “fare squadra”, anche questo ESOF 2020 non sarà una cattedrale nel deserto, ma l’inizio di qualcosa di nuovo. In ogni caso avrà restituito alla città quel Porto Vecchio che da troppo tempo attendeva di venire trasformato nel volano della ricrescita della città. In tempi molto rapidi questi magazzini hanno preso nuova forma e potranno ospitare queste “contaminazioni” finora descritte. No, non sarà una cattedrale: se avremo la forza, tutti assieme, di lavorare in questa direzione e di comprendere l’importanza dell’innovazione, della sostenibilità, della ricerca. Percorsi che devono portare il nostro paese, ma in special modo questo territorio, al centro dell’Europa, perchè in realtà è dove già siamo” ha concluso Patuanelli.

[z.s.]