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giovedì, 29 Settembre 2022

Trieste, “emporio” dell’innovazione. Il nuovo Centro Congressi è realtà

31.08.2020 – 14.26 – Un mezzo di sollevamento si aggira tra il Magazzino 27 e il Magazzino 28, due operai trasportano un pannello di rivestimento; all’interno del Centro Congressi le poltrone vengono tolte dagli imballaggi e mentre inizia la presentazione un gruppo di operai agisce su una delle vetrate. È un Centro Congressi ancora in via di definizione quello inaugurato oggi nell’Auditorium del Magazzino 28, sala che alla sua piena capienza potrà ospitare fino a 2mila ospiti. In prossimità di un ESOF2020 ormai alle porte, il Comune di Trieste opera le ultime rifiniture al futuro nucleo del turismo scientifico e congressuale dell'(ex) punto franco nord. È stato il sindaco Roberto Dipiazza a prendere la parola, guidando passo per passo i riconoscimenti per il completamento del centro congressuale, per il quale la città ha avuto 15 mesi di tempo per una costruzione avvenuta da zero. Nell’occasione il sindaco ha inoltre accennato a quale punto sia la generale riqualificazione del Porto Vecchio, specie con riferimento al polo museale.

“Oggi – ha esordito – è una gran bella giornata per Trieste. Qui, un anno fa, non vi era nulla. Vorrei ricordare com’è iniziata quest’avventura, a Tolosa, il 13-14 luglio 2018, con l’ingegnere Pierpaolo Ferrante. E proprio in sua memoria gli abbiamo voluto dedicare quest’Auditorium, affinché ne rimanga il ricordo quale iniziatore di ESOF2020″.

“Noi in questo momento abbiamo fatto la gara per il magazzino 26, vinta da Consuegra, uno dei più grandi architetti spagnoli, che sta lavorando per un progetto straordinario che prevede un “mirador“, un belvedere sul tetto del Magazzino. Sarà Consuegra a gestire 33 dei 50 milioni ricevuti per il Porto Vecchio dal MIBACT. Poi, entro dicembre-gennaio, inaugureremo il Museo del Mare, il Museo del Magazzino 18 con le masserizie degli esuli e naturalmente l’Immaginario Scientifico, quest’ultimo per aprile 2021. Sono stati investiti 5 milioni nella viabilità, altri 10, sempre dalla tranche dei 50, sono pronti per collegare Corso Cavour, Piazza della Libertà e lo snodo della ferrovia. Ma la cosa più importante è che siamo in dirittura di arrivo anche per la Variante per il Piano regolatore del Porto Vecchio, grazie alla quale potremo procedere con gli investitori interessati al Porto Vecchio”.
“Questa zona è una grande opportunità per la nostra città, ma solo se procederemo insieme: solo allora anche questo Centro Congressi diventerà un formidabile volano per Trieste”.

L’assessore comunale ai Lavori Pubblici Elisa Lodi ha invece rimarcato il ruolo della finanza di progetto nella costruzione del Centro: “È una giornata importante per la nostra città, perché vede la creazione di un Centro Congressi realizzato a tempo record in soli 15 mesi, grazie ad aziende che hanno lavorato nonostante un’emergenza sanitaria che ha reso molto difficile “operare” normalmente. Un periodo di forte impegno anche per i lavori pubblici, perché come forse saprete questa è un’opera realizzata grazie alla finanza di progetto, dove il privato e il pubblico si sono intrecciati vicendevolmente. Il Comune ci ha creduto molto anche dal punto di vista economico, finanziando il Centro con 11 milioni di euro e disponendo altri 5 milioni per le infrastrutture nel Porto Vecchio”.

L’assessore alle Attività Economiche con delega per ESOF Serena Tonel ha continuato il discorso accennato dalla Lodi, evidenziando quali opportunità di lavoro verranno offerte dal Centro: “Oggi non inauguriamo solo il Centro Congressi, ma diamo il via a una nuova era. Sono convinta che il Centro è quanto serve a questa città: turismo congressuale, così come tutta la filiera legata a congressi ed esposizioni. Un nuovo motore, perchè si tratta del primo, grande, investimento in Porto Vecchio. È poi un valore aggiunto che sia stato realizzato con il project financing, così come la velocità con cui è stato edificato. Ma si tratta anche di una nuova era per il modo con cui la città è riuscita a lavorare insieme, mettendo in comune tante risorse pubbliche, private e in termini di competenza, abilità e visione strategica per il futuro”.

“Il Porto Vecchio vuole essere così il principale motore dell’economia della nostra città, specie per gli investimenti. Dobbiamo crederci, così come abbiamo creduto in questo Centro Congressi. Occorre ricordare la vocazione emporiale che questa città ha sempre saputo coltivare e all’interno di questo luogo, che speriamo sarà precursore di tanti, altri, insediamenti, sarà bello far diventare Trieste un emporio dell’innovazione e della tecnologia“.

Il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha condotto un intervento che si è “staccato” con decisione da quanto discusso dal Comune di Trieste, preferendo porre l’accento sul “tesoretto” di enti scientifici e tecnici presenti nel Friuli Venezia Giulia. Il focus non è stato sulla “musealizzazione” del Porto Vecchio, ma sul suo possibile ruolo di “incubatore” di start up e realtà aziendali ad alto tasso tecnologico.
“Ritengo che attraverso lo sviluppo del Porto Vecchio passi anche lo sviluppo dello stesso Friuli Venezia Giulia. Noi abbiamo in tutta la Regione grandi capacità di ricerca, di innovazione, che dobbiamo migliorare nel campo della ricerca applicata. Specie a Trieste la ricerca di base ha grandi potenzialità che ci permetterà di guardare a un futuro non prossimo, ma lontano. Dobbiamo inoltre sfruttare queste capacità, favorendo una ricerca applicata che si traduca in opportunità di lavoro e di sviluppo.
Proprio l’area del Porto Vecchio potrebbe svolgere questo ruolo: io vi vedo innovazione, ricerca e formazione“.

“Con la nuova società, costituita con il Comune di Trieste che ne è azionista di maggioranza e con l’Autorità Portuale, penso che dovremmo andare in quella direzione. Noi della Regione crediamo in quest’area così tanto che abbiamo avviato un dialogo con il Comune per far sì che tutte le sedi della Regione FVG presenti a Trieste vengano trasferite in un hub in Porto Vecchio. Questo vuol dire che che la Regione metterà i fondi per le infrastrutture. Noi riteniamo infatti che solo guardando al futuro si possa costruire il presente. E ciò lo si può fare solo con un concreto piano di investimenti che si vogliono attrarre in quest’area. Non è vero che “chiunque” può venire in Porto. Dobbiamo fare una strategia per comprendere quali imprese creano lavoro e creano sviluppo. Non basta costruire case, serve di più. Ed è questa la grande sfida che abbiamo di fronte. E in tal senso sono pienamente d’accordo con il Sindaco e la sua attenzione alla parola “insieme”. Il rilancio del Porto Vecchio non passa attraverso un’amministrazione o l’altra, ma attraverso una comunità che è quella del Friuli Venezia Giulia e di Trieste“.

[z.s.]

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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