Partiti liberali e riformisti per il ‘no’ al Referendum Costituzionale: riduce pluralismo e penalizza piccole regioni’

27.08.2020 – 08.00 – Si è presentata ieri al Caffé San Marco di Trieste la campagna per il NO al Referendum Costituzionale, in programma i prossimi 20 e 21 settembre, che vedrà mobilitarsi nelle prossime settimane in tutta la regione i partiti dell’area liberale e riformista a fianco dei Comitati NoiNo, sorti da un’iniziativa della Fondazione Luigi Einaudi.
Azione, +Europa, Energie per l’Italia e Volt respingono con decisione il quesito referendario definendo il taglio dei parlamentari una “non riforma”: un’iniziativa puramente demagogica che non ha altra argomentazione che un ridicolo risparmio quantificato in un caffè all’anno per ogni cittadino italiano.
Per questo saranno presenti con banchetti informativi a Trieste, Udine, Pordenone, Cervignano, Palmanova e Tolmezzo, per incontrare i cittadini e informarli dei pericoli di una misura che aggredisce la democrazia parlamentare nelle sue basi. “Risulta evidente”, viene evidenziato, “la penalizzazione delle regioni più piccole come il Friuli Venezia Giulia che passerà da 13 a 8 deputati e da 7 a 4 senatori, eleggendo così 1 deputato ogni 150mila abitanti e 1 senatore ogni 300mila abitanti”.
“In particolare il nuovo Senato sarà l’unica Camera tra i grandi Paesi occidentali a conferire o a ritirare la fiducia a un Governo con un numero così ristretto di componenti. Essendo poi eletto su base regionale, il quorum per eleggere un rappresentante sarà altissimo e solo pochissimi partiti potranno accedere alla camera alta, riducendo di fatto il pluralismo“.

Nel corso della presentazione sono intervenuti Sante Dicuzzo (Azione), Gino Pellegrino (+Europa), Nicholas Garufi (Volt) e Francesco Tremul (Energie per l’Italia), i quali hanno ricordato come “la riduzione delle Camere a 400 deputati e 200 senatori, voluta dal Movimento 5 stelle e accettata da tutti i grandi partiti nazionali per convenienza politica o mera ricerca del consenso, si configuri come una misura destinata a peggiorare la qualità della democrazia e a indebolirne le sue garanzie, ad ingolfare i lavori delle commissioni parlamentari, a comprimere il ruolo del parlamento, ad allontanare i cittadini dai loro rappresentanti, a concentrare nei leader politici dei grandi partiti il potere di creare oligarchie ubbidienti. Una non-riforma anticasta che di fatto ne costituirà una ristretta, ancora più potente e meno controllabile”.

I rappresentanti dei quattro partiti, assieme al portavoce Alessio Briganti hanno lanciato quindi una sfida coraggiosa e difficile (“i Davide della razionalità contro i Golia del populismo”) per la rimonta del “NO” che gli ultimi sondaggi danno per tutt’altro che  impossibile.
I liberali e riformisti hanno lanciato un appello alla mobilitazione delle forze mature e responsabili presenti nella società che negli ultimi anni hanno abbandonato l’impegno diretto e la partecipazione alla vita politica: “I nostri banchetti saranno aperti a tutti i cittadini che vorranno collaborare” e in conclusione un appello agli amministratori locali, i cosiddetti “uomini del fare”, che vedranno la rappresentatività dei loro cittadini e dei loro territori fortemente indebolita: “A coloro che curano le nostre strade e il verde pubblico, chiediamo di esporsi, dimostrando altrettanta cura per la nostra democrazia parlamentare e per la ricchezza del pluralismo”.

c.s

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