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lunedì, 5 Dicembre 2022

Covid “seconda ondata”: Conte vuole le mascherine dappertutto? Indiscrezioni sul piano del Governo

12.08.2020 – 14.56 – Chissà cosa sa, il premier Conte, che i cittadini non sanno ancora. Sono trascorsi infatti solo due giorni dall’annuncio, fatto dal capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, del calo di ricoveri in terapia intensiva (meno di 4000, lo 0.06 per cento della popolazione italiana), e del nuovo numero di positivi, poco più di 88mila (l’1.41 per cento, la larga maggioranza dei quali non ha sintomi tali da destare preoccupazione); eppure da indiscrezioni che emergono e arrivano alla stampa l’idea di Giuseppe Conte, o del suo comitato tecnico, per evitare una seconda ondata (che attualmente non c’è, e non si sa se arriverà o meno) sarebbe quella di introdurre mascherine obbligatorie ovunque, anche all’aperto, e di chiudere al pubblico piazze, luoghi di aggregazione e locali pubblici. Un tanto quanto basta, se già non bastasse, per calare una pietra tombale su tutte le attività turistiche e di accoglienza del pubblico che già non hanno chiuso i battenti con il primo lockdown generalizzato (le motivazioni esatte del quale alla luce dei verbali resi pubblici vanno ancora, sempre da parte del premier, ancora spiegate nelle giuste sedi istituzionali).

Il governo Conte intenderebbe questa misura di ‘mascherine dappertutto’ e piazze chiuse, se verrà implementata, come preventiva e giustificata da una curva epidemiologica in salita: curva definita da parametri che non sono però noti. La ‘colpa’ sarebbe dell’estate e delle vacanze, che ‘distraggono’ gli italiani e li rendono ribelli, poco portati a seguire le norme di prevenzione stabilite dai Dpcm: la prima delle quali non è però l’indossare una mascherina, ma il lavarsi le mani con frequenza evitando i contatti fisici non necessari; sulla diffusione in aria del virus, ancora molto poco si sa. Va da sé che per l’economia italiana, già in fortissima difficoltà, una misura di questo genere sarebbe quasi certamente la fine: la notizia che alcune regioni intendono imporre, o hanno già imposto, l’obbligo di effettuare tamponi per chi rientra dalle vacanze, con quarantena obbligatoria per chi rientra ad esempio dalla Croazia, sta già facendo cancellare le prenotazioni per i viaggi che tanto faticosamente alcuni operatori turistici erano riusciti a proporre. E questo nonostante l’ormai famigerato fattore ‘Rt’ si mantenga attorno a 1 secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore della Sanità, e al netto dei focolai d’importazione il numero di casi sintomatici diagnosticati in Italia sia rimasto costante in tutte le ultime settimane. Mentre gli asintomatici, moltissimi di più, rimangano un’incognita che nessuno può misurare o controllare. Il rischio per il Sistema Sanitario Nazionale, secondo l’ISS e nel mantenimento della cautela delle misure attuali, è più basso che in marzo; al governo giallorosso, però, non sembra così, e la ‘seconda ondata’ di Covid-19 (in realtà, come si è già detto, non è mai finita la prima) sembra ormai diventato appieno uno strumento politico, sotto l’ombrello del quale si fa ombra, questa estate, un po’ di tutto. Indiscrezioni senza fondamento, invenzioni dei giornalisti? Non resta che augurarselo.

[f.f.]

 

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