06.08.2020 – 10.11 – L’edificio dalla facciata rossa di Via Cavour 2/2 si prepara, dopo decenni di abbandono, a rinascere nella forma di un “Urban Center“: una struttura polivalente e multidisciplinare dedicata ad ospitare nuove aziende high-tech operanti nel settore della salute, del welfare, del turismo, dell’ambiente e in particolare nel settore dell’informatica e del digitale.
L’edificio, nonostante venga definito come parte “del Porto Vecchio“, si colloca in realtà quale cerniera d’interconnessione tra il borgo teresiano, con la sua atmosfera settecentesca, e il Porto Vecchio d’asburgica memoria, separato dalla città dai monumentali varchi d’ingresso.
Il progetto dell’Area Science Park lo definiva “Magazzino Zero“, ma per il suo anno di costruzione, il 1950, e per le sue caratteristiche architettoniche non è assimilabile alle strutture portuali ottocentesche.
La struttura si compone di 2mila metri quadri divisi in tre livelli destinati alle micro-imprese che vorranno utilizzarla come sede operativa e luogo di colloqui e conferenze, partecipando all’apposito bando in uscita tra ottobre e novembre.
Specificatamente il piano terra ospita un Fab Lab, luogo di incontro, scambio e confronto, mentre al primo piano si trovano anche quattro uffici isolati.
Immancabili le zone “relax“.
Il recupero dell’edificio è avvenuto tramite fondi erogati dalla Regione, la quale a sua volta li ha ricevuti dall’Unione Europea. Un mese addietro, il 3 luglio, è partito il bando europeo da 900mila euro per individuare un gestore della struttura, fino al 2023.
Il recupero dell’ex magazzino aveva incontrato qualche difficoltà lo scorso febbraio 2019, quando era stato osservata la presenza di amianto e la mancanza di piani per la riqualificazione energetica. I lavori verranno completati entro fine agosto, dalla cui data l’Urban Center diventerà ufficialmente operativo.


