Mascherine FFP2 ”Made in Italy”, da Settembre, 11 milioni di unità per scuole italiane

11.08.2020 – 09:10 – E’stato inaugurato la scorsa mattina, presso l’azienda ‘’Chiros’’ di Fossalta di Portogruaro (VE), il primo macchinario italiano per la produzione automatizzata di mascherine chirurgiche di tipo FFP2. Il suo acquisto, possibile grazie al supporto di ‘’Confindustria Alto Adriatico’’, è stato finalizzato alla produzione mensile di circa 6 milioni di unità. La notizia la riporta l’agenzia di stampa ANSA, sui propri canali web. Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente di Confindustria A.A., Michelangelo Agrusti, il quale ha dichiarato che investire in questo innovativo macchinario è stata una sfida ad alto rischio ma soprattutto c’è stata la volontà di rispondere ad un appello patriottico. All’inizio della pandemia, infatti, l’Italia era del tutto sprovvista di tali macchinari e, per tanto, le uniche mascherine acquistabili erano quelle di importazione prodotte all’estero in paesi del terzo mondo, con prezzi elevatissimi a cui si aggiungeva il fenomeno della speculazione.

Il commento del presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti:

“Il commissario Arcuri, allora, disse che voleva le mascherine nelle farmacie a mezzo euro l’una, tutti insorsero dicendo che quel prezzo avrebbe messo le aziende nella impossibilità di poter agire in condizioni economiche – ha ricordato Agrusti – i fatti dimostrano che non era così: l’insieme del sistema ha reagito positivamente, abbiamo una filiera quasi completa.
Questa è la testimonianza di come il nostro manifatturiero sia in grado di fare cose complesse e rispondere anche a straordinarie emergenze” – ha concluso il presidente.

Il commento del patron di Chiros, Ciro Astarita:

”All’inizio dell’emergenza la nostra azienda aveva convertito la propria produzione tessile, cucendo mascherine in maniera artigianale, poi, quando siamo venuti a conoscenza di questo nuovo macchinario, siamo stati messi in grado di rendere tutto più veloce ed automatizzato, inserendo semplicemente il materiale al suo interno e ottenendo un prodotto finito e inscatolato”.

Tanto il macchinario, quanto i materiali, quindi la fabbricazione dei dispositivi chirurgici, sono 100% ”Made in Italy” e, la prima commessa, è stata effettuata dalla Protezione Civile la quale ha richiesto 30 milioni di pezzi da ottenere nel periodo da Agosto 2020 a Gennaio 2021. Di questi, 11 milioni saranno spediti alle scuole italiane a partire dal mese di Settembre.