Pillole di Filosofia: il sollievo dell’Atarassia

21.07.2020 – 09.40 – Cosa significa essere felici?
Una domanda alla quale è quasi impossibile dare risposta.
Ci si può provare, spesso entrando dentro sé per un’introspezione, alla ricerca di quel piccolo meandro corporale contenente quel guizzo esplosivo chiamato felicità.
Alcuni la trovano raggiungendo un proprio obiettivo, altri l’accarezzano stringendo la mano ad una persona che amano: momenti indelebili che appaiono però fugaci, purtroppo non duraturi, o perlomeno, non permanenti. Arriviamo quindi alla protagonista di questo articolo: l’Atarassia.

Dal greco ataraxia, significa letteralmente “mancanza di turbamento”. Un termine che nella storia della filosofia compare generosamente, specialmente avvicinandosi alla scuola epicurea, affiancato spesso al termine aponia, mancanza di dolore.
La filosofia appare così come la cura ad ogni sofferenza: unico veicolo per liberare l’uomo dal dolore, rende la vita sopportabile, riuscendo a governare le fantomatiche pulsioni delle passioni.

Perché sono i piaceri ad arrecarci sofferenza, come sottolinea prima Epicuro e poi, ancor più marcatamente, la scuola stoica: rinunciando alla forte influenza di queste componenti di vita si può ambire ad una vera e propria imperturbabilità dell’anima.
Il termine ad oggi si ammanta anche di un significato lontano da questa concezione prettamente positiva: in medicina infatti il termine può venir utilizzato per definire una condizione di evidente mancanza di legami emotivi con l’ambiente e le persone che circondano il paziente; questa condizione si presenta inoltre con affezioni psichiatriche come la schizofrenia.

Sono molte le idee in cui si risolverà il termine Atarassia: dalla perfetta padronanza delle emozioni, come per Socrate, alla felice indifferenza, come riteneva Pirrone con la sua Apatia.
Una cosa è certa: l’Atarassia è giudizio, una ragione in grado di rendere l’uomo un essere tendente sempre più al razionale, in grado di governare le proprie emozioni e, in particolare, il proprio dolore.